Arrestare immediatamente l’emorragia che ha portato, in poche settimane, il gruppo da 8 a 6 deputati con il rischio che diventino 5 entro le amministrative o immediatamente dopo.

E’ questa l’esigenza primaria dei Drs, i democratici riformisti per la Sicilia, nati subito dopo le elezioni regionali e che, partendo dal gruppo all’Ars, tentavano di dar vita ad un movimento di rilievo se non proprio un partito autonomo dentro una coalizione che attualmente è composta solo da Rosario Crocetta che fa la parte del sole nel sistema solare, con tutti i “pianeti” partiti e gruppi che gli girano intorno.

Dopo l’addio di Gianfranco Vullo passato al Pd in area Renzi e quello di Alice Anselmo già passata al gruppo misto e che oggi ha ufficialmente aderito all’Udc, almeno un altro deputato era dato per partente. Così ecco giungere l’operazione “salvataggio”

Il Comitato dei soci fondatori del movimento ha, infatti, deliberato di chiedere al Partito Democratico la possibilità di confederarsi, ed a tal fine una delegazione guidata dai vertici del Movimento chiederà un incontro al Segretario del PD siciliano, Giuseppe Lupo, per porre in essere tale opzione politica. Un giro di incontri è previsto da subito con le segreterie dei partiti e movimenti che fanno parte della maggioranza che sostiene il governo Crocetta. Con il Presidente della Regione, infine, si incontrerà l’intero gruppo dirigente Drs per i necessari chiarimenti sulle linee programmatiche che dovranno essere rafforzate, anche, nella parte riguardante lo sviluppo e la coesione sociale.

Sulla ipotesi di federazione – dicono Edi Tamajo e Giuseppe Picciolo, rispettivamente segretario regionale e capogruppo all’Ars dei Democratici riformisti per la Sicilia – ci attiveremo per le rispettive competenze per avviare un fattivo dialogo con il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo e con il capogruppo all’Ars, Baldo Gucciardi, coi i quali auspichiamo di poter trovare elementi di sintesi politica condivisa dalle rispettive direzioni dei partiti e dai gruppi parlamentari. Questa sinergia a nostro avviso potrà essere utile a rafforzare l’azione politica del governo Crocetta e a rendere più omogenei i gruppi parlamentari di maggioranza”.

Una “exit strategy” che punta, però  a mantenere l’identità del gruppo e lo fa deciendo, contemporaneamente, l’assetto interno. lo stesso comitato dei soci, infatti, ha assegnato le cariche interne del partito. Presidente del Comitato regionale è stato eletto Marco Forzese e suo vice Giuseppe Amico. A Pietro Murania è stata assegnata la carica di presidente del Comitato etico. Suo vice sarà Vincenzo Culicchia. Edmondo Tamajo è stato eletto Coordinatore regionale del Movimento e vice Coordinatore sarà Doriana Licata. Mentre è stato nominato segretario regionale amministrativo e tesoriere Antonino Gargano. Queste le altre carice: Francesco Barbalace, Dirigente organizzativo; Gianluigi Bonafede, Responsabile regionale degli Enti locali; Salvo Ando’, coordinatore del Comitato tecnico per il programma. Vice sarà Pierluigi Matta.

Grande vecchio resta sempre e comunque l’ex ministro Salvatore Cardinale al quale va la Presidenza onoraria del partito.