L’arrivo dei fondi Cipe i cui trasferimento sono stati deliberati la scorsa settimana da Roma, sblocca l’utilizzo dei Forestali, garantisce le risorse per i precari e per le spese ordinarie ma non scongiura il blocco della spesa regionale che scatterà entro la prossima settimana.

La notizia emerge a margine della riunione della Commissione Bilancio all’Ars ed a confermarla è lo stesso assessore all’economia Alessandro Baccei.

I fondi Cipe tappano una falla ma le minori entrate tributarie rispetto alle previsioni del bilancio sfiorano i 500 milioni (inizialmente si era parlato di 300/350 milioni) e dunque bisogna arginare questa emorragia sperando che la spesa dei fondi comunitari residui da completare entro l’anno garantisca un gettito in tassazione che eviti il peggio.

La prima conseguenza sarà proprio il blocco della spesa che congelerà le casse regionali almeno fino alla metà di gennaio quindi per circa due mesi. Ma ci sarà una seconda conseguenza.

Non avendo fondi sufficienti per fare il bilancio 2016 l’assessore prepara non un esercizio provvisorio ma un bilancio di previsione ‘essenziale’. in pratica vi si prevederanno solo le spese obbligatorie e di funzionamento senza investimenti e probabilmente senza soldi neanche per contributi, precari e così via già dal 2016.

Si tratterà di un  ‘bilancio ponte’ ovvero la Sicilia presenterà una previsione all’osso contando, poi, di attenere risorse e inserirle con variazioni di bilancio per i precari, per la spesa sociale e per gli investimenti. Ma nulla garantisce che queste risorse arrivino. nonostante ciò Baccei conta di far approvare, entro fine anno, un simile ‘bilancio essenziale’ perché un esercizio provvisorio ‘farebbe ulteriori danni’. In poche parole si spenderebbe per 4 mesi come se ci fossero i soldi per tutto l’anno senza avere garanzia di poter poi coprire i restanti 8 mesi.

Sempre oggi, nel corso della medesima seduta della Commissione bilancio, il presidente delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti ha portato i risultati dell’udienza dello scorso 6 ottobre quando la Corte chiamò ‘a rapporto’ assessori e funzionari regionali per contestare i conti del bilancio in corso. una udienza che ha confermato le preoccupazioni espresse nel documento di convocazione sia sulla spesa sanitaria che suoi fondi per l’Arpa e sulla compartecipazione regionale alla spesa europea con un consistente rischio di blocco anche di questa spesa se non si invertirà la tendenza.

Insomma la Sicilia è in un mare di guai contabili, i rubinetti romani sono chiusi e l’agenzia delle entrate ha iniziato a trattenere somme di pertinenza regionale mentre la sanità non è affatto a posto e non è in grado di fare assunzioni visto che “il complessivo quadro finanziario delle aziende sanitarie – scrive la Corte dei Conti contestando i documenti regionali – non mostra gli elementi di stabilità e sostenibilità finanziaria che emergono dalla lettura del Def”