L’articolo 8 della manovra in discussione al Senato sta scaldando gli animi della Cgil, promotori dello sciopero generale in programma domani.

Si tratta di un provvedimento che stabilisce che “i contratti collettivi di lavoro, sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale, ovvero delle loro rappresentanze sindacali operanti in aziende, possono realizzare specifiche intese con efficacia di tutti i lavoratori, a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alla presenze sindacali”.

Tale decisione comporterà anche la possibilità di licenziare “senza giusta causa”, raggirando di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori perché tali intese riguarderanno anche le “modalità di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite IVA, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro”.

La Cgil, quindi, è pronta a ricorrere alla Corte Costituzionale contro l’articolo 8 della manovra, in discussione al Senato: “Ricorreremo alla Consulta appena possibile – ha annunciato il leader del sindacato Susanna Camusso in un’intervista a Repubblica – oltre a tutelare i lavoratori i cui diritti dovessero essere messi in discussione da quella blegge. Poi apriremo un conflitto in tutte le aziende e i territori. Dove si cercherà di applicare la legge arriveranno gli scioperi. La Confindustria  come le altre organizzazioni imprenditoriali, deve scegliere: o la legge, o l’accordo del 28 giugno scorso”.

In ogni caso, ha affermato la Camusso, “la Cgil non firmerà alcun accordo che possa mettere in discussione lo Statuto dei lavoratori e l’uguaglianza tra essi. Per noi è una norma inapplicabile”.

Ma il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, ha spiegato, in una nota, che le modifiche all’articolo 8 introdotte dalla Commissione Bilancio del Senato contengono “utilissimi elementi per la più certa interpretazione delle rilevanti novità previste dalla manovra relativamente alla capacita dei contratti aziendali e territoriali”, aggiungendo che “i soggetti abilitati a firmarli sono quelli comparativamente più rappresentativi e le loro rsa o rsu secondo quanto dispongono leggi e accordi interconfederali, compreso quello recente del giugno”. È stata così “accolta la richiesta espressa da CISL e UIL a che fossero certamente evitati accordi ‘pirata’ con soggetti di comodo o senza rappresentatività”.

WG