Pochi mezzi, infrastrutture da ammodernare, servizi carenti, incertezze sul futuro. E’ il quadro sui servizi della città di Palermo, ricostruito dalla Cisl e dalle sue federazioni, nel corso dell’incontro sul tema “Partecipate: servizi, sviluppo, lavoro. Una spinta per l’economia di Palermo” organizzato dal sindacato alla presenza dei rappresentanti del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, l’assessore Cesare La Piana e i consiglieri comunali.

Sono tanti i nodi su cui intervenire per rilanciare i servizi e garantire il futuro ai lavoratori, ribadisce il sindacato dunque, che ha fatto un punto della situazione con le criticità da affrontare per ogni azienda.

Nell’Amat (1617 lavoratori), ad esempio, il parco mezzi è composto da 470 bus ma solo circa 250 sono in funzione e scarsa è l’attività di manutenzione. Il nuovo programma di esercizio prevede per il 2016 una riduzione di 33 linee, saranno solo 200 gli autobus in circolazione sulle strade di Palermo, ad essere penalizzate saranno soprattutto le corse del mattino presto e della sera dopo le 22.Nel vecchio contratto, inoltre, si parlava di concessione trentennale ora nel nuovo testo siglato dalla giunta, per il quale si attende l’ok del consiglio comunale, la scadenza è fissata al 2017, da qui le incertezze.

Nel servizio segnaletica manca personale e anche in questo caso i mezzi sono fatiscenti. Sul futuro di Amat si attende anche la soluzione delle questioni legate al contratto di servizio per la gestione del Tram. Il servizio costituito da 3 linee prevede l’impiego di 55 autisti, 16 addetti, 5 coordinatori e 12 verificatori, e sulla gestione e i costi dunque si attendono le decisioni del consiglio comunale, altro nodo sul futuro di Amat. Sil fronte finanziario, l’azienda, inoltre, vanta un credito di 60 milioni di euro dalla Regione nei confronti della Regione.

Passando alla Rap (2075 dipendenti), i problemi non cambiano: il contratto di servizio è stato rinnovato lo scorso anno, le novità sul parco mezzi (composto da 697 unità, 68 compattatori e 14 minicompattatori), i nuovi 10 compattatori e 16 spazzatrici, non risolvono tutti i problemi legati allo stato carente della dotazione. Più precisamente il servizio di raccolta è troppo spesso penalizzato dall’assenza di minicompattatori. I mezzi per il secondo step di raccolta differenziata , circa 70, seppur consegnati dalla Regione non sono ancora nella disponibilità operativa di Rap, e vari problemi di natura burocratica/amministrativa fra Comune e Rap, hanno ritardato l’avvio del porta a porta 2. L’impianto di TMB (trattamento e stabilizzazione dei rifiuti) non è ancora in funzione e la carenza di mezzi idonei per un efficiente funzionamento potrebbe ridimensionare i risultati. Ciò che è mancato sono gli investimenti su mezzi ed impianti, e ora sul fronte finanziario ad aggravare le situazione è stato il taglio di 5 milioni di euro sul contratto di servizio con il comune per il 2015 . Ormai appare certa la prospettiva per l’azienda di chiudere il consuntivo in negativo, con fortissime preoccupazioni sul bilancio 2016. E se il comune toglie risorse all’azienda, il 2016 non vedrà nemmeno gli introiti derivanti dal conferimento a Bellolampo da parte di altri comuni. La sesta vasca, infatti, che ha volumetrie di conferimento dei rifiuti ridotte, serve appena a garantire la città di Palermo. Sul fronte personale, Rap conta 140 lavoratori a part time, per i quali va discussa l’ipotesi del full time. È tutto ciò in un quadro generale di vivibilità dei luoghi di lavoro e di tutela della sicurezza decisamente precaria.

Per quanto riguarda l’Amap (744 dipendenti), nonostante il bilancio in attivo, l’azienda continua a soffrire della mancanza di liquidità di cassa. Di fatto sono state affrontate spese per svariati milioni di euro; tra queste anche quelle relative all’affidamento a ditte esterne per la manutenzione delle reti idriche e fognarie, senza la necessaria copertura finanziaria.

I progetti volti all’ampliamento, nel territorio metropolitano, dei servizio idrico, subordinati ad un affidamento definitivo, sono sempre più vaghi. Allo stato attuale risultano vetusti i mezzi in dotazione al personale, molti locali necessitano di manutenzione straordinaria e adeguamenti, gli impianti di depurazione richiedono importanti interventi di ammodernamento.

E, non ultima, non si procede ancora alla riparazione sulla condotta dello Scillato. Dopo la firma del contratto di servizio per l’affidamento del servizio dell’ex Ato 1 Palermo ex gestione APS ad Amap, occorreva affrontare la gestione con un approccio manageriale per portare avanti l’ambizioso piano, cosa fin qui non avvenuta, e a sei mesi dall’affidamento, moltissime sono le inadempienze da parte di Amap sulla gestione del servizio idrico nella provincia. È stato più volte richiesto dai sindacati agli amministratori della società, il piano economico finanziario per la gestione sia relativamente al periodo emergenziale che nell’ottica di una gestione a lungo termine. A oggi l’azienda sta effettuando il servizio nel territorio dell’ambito in maniera frammentaria, limitandosi praticamente alla sola distribuzione: sono stati predisposti pochissimi nuovi allacci, non sono installati, dove inesistenti, i misuratori di portata per le misurazioni dei consumi da fatturare, pochissimi gli interventi di manutenzione e soprattutto non è ancora stato dato corso a una regolare lettura dei consumi e relativa fatturazione. Conseguentemente, a tutt’oggi, è stata emessa solamente una singola esigua fattura di acconto.

Amg Energia SpA che distribuisce metano nella città e in tre comuni della provincia di Palermo (Camporeale Grisi e Montelepre) servendo circa 133 mila utenti conta 349 dipendenti, i problemi principali sono legati alle gare per attribuire gli Atem ( (ambiti territoriali minimi) e alla mancanza di azioni idonee per garantire il futuro dell’azienda e la salvaguardia dei livelli occupazionali. La scarsa liquidità tiene l’azienda in sofferenza vista la missione che Amg deve svolgere nel territorio, pesa poi il mancato adeguamento del contratto di servizio per ciò che riguarda la pubblica illuminazione fermo da 10 anni; gli impianti sono ormai vecchi. Ciò che serve secondo il sindacato è una gestione manageriale ed industriale e non politica di Amg, si tratta di società prettamente industriali così come Amap.

Per Reset, che con l’accordo siglato un anno fa ha assorbito i 1500 lavoratori della ex Gesip a tempo indeterminato. Per l’azienda, il piano del comune prevede nuovi servizi per un totale di 5 milioni di euro, ottenuti internalizzando gli appalti,160 pensionamenti da qui al 2017 e l’allargamento a tutte le partecipate del comune. Tutti punti però che necessitano di un ulteriore approfondimento giuridico e normativo, di un indispensabile confronto con i sindacati su tutte le partecipate. I dipendenti Reset, sono lavoratori part time, tutti allo stesso livello , e su questo il comune dovrebbe intervenire.

Il destino di Palermo Ambiente, (75 lavoratori impegnati nelle attività di monitoraggio controllo dei servizi di igiene in città e nella campagna di comunicazione della raccolta differenziata), dato che si tratta di una società d’ambito della città di Palermo, è legato al riordino degli Ato rifiuti in Sicilia, cosi come stabilito dalla legge regionale 9 del 2010, che non ha ancora trovato applicazione. Dal canto suo il comune di Palermo dovrebbe reperire le risorse per adeguare la quasi totalità dei contratti che a 10 anni dal loro avvio continuano ad essere a part time.
La Sispi , la società che conta 115 unità e che si occupa dei servizi informatici del comune, deve intensificare il processo di valorizzazione delle proprie professionalità e di aggiornamento del sistema delle competenze aziendali, puntando ad un incremento in particolare delle figure di progettisti che attualmente risultano insufficienti, e su corsi di aggiornamento professionale, dato che si tratta di figure altamente qualificate. E proprio per questo, a pesare è anche il blocco delle carriere legato al patto di stabilità. Nei progetti del comune, Sispi dovrà trasferire i suoi locali, ma il costo per l’adeguamento non sarebbe indifferente, e poco conforme alla logica della spending review necessaria negli enti locali. In questo senso, sarebbe auspicabile l’utilizzo del Ced il centro di elaborazione della Sispi, anche per le altre partecipate, un risparmio notevole per l’amministrazione che garantirebbe anche alta qualità dei servizi.