Sono circa venti i paesaggi trasfigurati da Antonio Recca per la mostra “Elusive parvenze”, ospitata dal 6 giugno al 4 luglio dalla Galleria Art’è di Acireale. Protagonista la bellezza incontaminata di  ambienti naturali e non antropizzati che diventano paesaggi esemplari grazie alla lettura poetica, visionaria e intima dell’artista etneo.

Non ci sono enfasi e retorica e non ci sono essere umani nei luoghi ameni e nei misteriosi territori che il pittore Antonio Recca ha rappresentato nei dipinti in mostra per “Elusive Parvenze”. Che siano o meno luoghi della sua Sicilia, Recca, arricchito dalla lezione dell’informale segnico che oggi rivede attraverso nuove sperimentazioni, dà vita a paesaggi astratti, dell’anima, che mantengono un debole riferimento con il reale che viene sublimato, trasformato e innalzato a pensiero, a elaborazione, come è proprio della magia dell’arte.

Si tratta di opere recenti, su forex e su carta, che nella trasfigurazione artistica ci mostrano come un ambiente naturale e non antropizzato possa diventare un paesaggio esemplare che trova il suo completamento nel valore estetico, come in “Ciane e saline”, “San Calogero”, “Novaluce”, “Outskirts” e nelle serie dei “Landscape” e dei “Paysage”. Con questi dipinti di grande e di piccolo formato, l’artista attira il fruitore in un trappola emozionale e onirica in cui i colori sono attenuati dai neri profondi che hanno lo scopo di amplificare gli stati emozionali.

“Sono, quelli di Antonio Recca, paesaggi che richiamano territori fisici e interiori – scrive Ornella Fazzina nel testo in catalogo – che ricreano luoghi di riflessione e di espressione di un processo di sintesi composto da pochi elementi visivi, dosati e calibrati nella loro portata sensibile. Ma sembra quasi che si attivi un ragionamento sulla negazione della ricezione di un dipinto, nel senso che l’artista dà più importanza a ciò che non si riesce a mettere bene a fuoco, piuttosto che a quello che si riesce a definire. Vi è un continuo vedere e dover riguardare poiché tutto è messo in discussione da una sorta di opacità della visione che rende le cose indistinte, immerse in una nebulosa di frammenti del reale, rendendo più suggestivo il momento in cui ci si accosta all’opera per scoprirne le corrispondenze nascoste”.

“Elusive parvenze” conclude un progetto espositivo, composto da due mostre curate da Calusca e ospitate dalla Galleria Art’è, che ha avuto inizio nel mese di aprile 2014 con “Carte al quadrato” di Alfio Pappalardo. Quest’esperienza è stata raccolta in un libro che sarà presentato durante la mostra, edito da Newl’ink, in cui le opere di Recca sono introdotte da un testo di Ornella Fazzina e quelle di Pappalardo da un testo di Rocco Giudice.