“Non voglio parlare di politica, tanto meno di Palazzo d’Orleans dove ho vissuto per quattro anni e mezzo e non ho un ricordo dei migliori”. Sbotta così l’ex governatore Raffaele Lombardo rispondendo ai cronisti che gli chiedevano di commentare la recente inchiesta sulle presunte assunzioni irregolari ‘Sicilia e Servizi‘ in cui è coinvolto il suo successore Rosario Crocetta e sulla tante disavventure giudiziarie che nella storia recente hanno riguardato gli inquilini di Palazzo d’Orleans.

In tutte le occasioni – continua Lombardo – ripeto che se potessi tornare indietro a tutto potrei candidarmi, salvo che a presidente della Regione! Non auguro a nessuno di caricarsi un onere così pesante e poi mi dispiace che per il presidente in carica possa comportare problemi giudiziari. Per chicchessia”.

Raffaele Lombardo sta partecipando a Catania ad un’udienza del processo per reato elettorale in cui è imputato assieme al figlio e parlamentare regionale, Toti. Prima di entrare in aula l’ex governatore ha detto ai giornalisti che già oggi potrebbe rilasciare delle dichiarazioni spontanee, ma ha ribadito che intende intervenire in ogni procedimento giudiziario in cui è coinvolto.

Sono determinato ad intervenire in tutte le fasi di qualunque processo, – ha detto Lombardo – perché credo che sia opportuno in quanto sia gli avvocati che i giudici, per quanto possano avere una conoscenza approfondita del processo, non possono assolutamente pensare di immergersi nella vita delle persone direttamente interessate: in questo caso la mia”.

L’ex governatore ha poi commentato la richiesta di condanna formulata nei suoi confronti nell’ambito del processo per le pulizie all’aeroporto Fontanarossa, una vicenda che risale al 2007, quando era presidente della Provincia di Catania.

Racconta Lombardo: “Eravamo dinnanzi ad una emergenza: si doveva inaugurare l’aeroporto. O l’avremmo inaugurato pieno di immondizie, di cani che circolavano liberamente e colombe che nidificavano, oppure bisognava per forza assicurare un servizio di pulizie”.

Secondo l’ex presidente della Regione “tra due enti pubblici, cioè la Sac e la Pubbliservizi della Provincia, non si può fare altro che addivenire a questa soluzione” ricordando che “nemmeno si sarebbe completata l’aerostazione se noi non lo avessimo voluto fortemente”.

Lombardo ha quindi ripetuto quanto aveva scritto ieri in una nota in cui commentava il caso e cioè che “per il lavoro fatto in quei giorni mi aspettavo un premio e non una richiesta di condanna”.

Sulla questione l’ex governatore ha preannunciato che vorrà essere sentito, auspicando che ci avvenga prima che si assuma una decisione.