Palermo Pride, Palermo capitale europea della Cultura, serie B,  Beato Pino Puglisi. Sono questi momenti più importanti del 2013 dei palermitani. Un anno caratterizzato nel bene e nel male da alcuni eventi che hanno lasciato il segno.

Il 2013 è stato l’anno della bocciatura della candidatura della città a capitale europea della cultura 2019. Palermo non ha superato la prima selezione delle città italiane, sconfitta anche da Matera. Una sconfitta per il sindaco Leoluca Orlando che sperava nell’assegnazione per rimettere in piedi la città, dopo un decennio di mala amministrazione. Nulla da fare. La commissione europea non ha creduto in Palermo. E nemmeno molti palermitani credevano nella vittoria. Una delusione forte smaltita con la consapevolezza che per cambiare la strada è lunga.

Il 2013 è stato l’anno del Pride più a sud d’Europa ospitato nel capoluogo siciliano. L’orgoglio gay e l’orgoglio di Palermo città dei diritti. 135 mila partecipanti, giunti da tutta Italia per assistere alla marcia dell’orgoglio gay, animata dai coloratissimi carri che hanno sfilato dal Foro Italico a piazza Principe di Camporeale. I Cantieri Culturali alla Zisa, dal momento dell’apertura della manifestazione, il 14 giugno, hanno ospitato migliaia di persone coinvolte in un fitto calendario di appuntamenti: convegni, teatro, mostre, i grandi spettacoli della sera. Per il Pride nazionale si sono mobilitati nomi celebri del panorama artistico nazionale: Nada, Daniele Silvestri, gli Almamegretta, Frankie Hi Nrg, Roy Paci e molti altri.

Dal “profano” al sacro. Il 25 maggio Padre Pino Puglisi è diventato beato. Il sacerdote palermitano, ucciso dalla mafia a Brancaccio il 15 settembre 1993, è stato proclamato beato. Una folla di circa 80 mila fedeli ha partecipato alla cerimonia al Foro Italico di Palermo. Padre Pino Puglisi è stato proclamato martire della fede, diventando così il simbolo del riscatto della città contro la mafia. Le sue spoglie sono state traslate nella cattedrale e il pellegrinaggio dei fedeli è stato costante.

In ambito sportivo, la Palermo del calcio ha vissuto alti e bassi. La retrocessione in serie B della squadra di Maurizio Zamparini ha chiuso un ciclo vincente. Ma è stato un dramma per tutti i tifosi rosanero. Dopo 10 anni nella massima serie e la partecipazione anche all’Europa League, la discesa nella categoria cadetta ha turbato i palermitani, ma il patron Zamparini ha assicurato il massimo impegno, potenziando la squadra, e, dopo la falsa partenza di mister Gattuso, il Palermo ha chiuso il girone d’andata primo in classifica, grazie al lavoro del nuovo mister Iachini, una bandiera del Palermo anni 90.

Ma per i tifosi rosanero il momento più basso è stata la caduta del loro idolo e capitano. Fabrizio Miccoli è stato beccato durante un’intercettazione a dare del “fango” a Giovanni Falcone mentre parlava con un mafioso. La reazione della città e dei tifosi è stata esemplare. Molti palermitani e tifosi si sono recati all’albero di Falcone in via Notarbartolo a Palermo, congiuntamente al comitato 19 luglio, per depositare sull’albero decine di magliette rosanero intitolate al giudice ucciso dalla mafia nel 1992.