I leghisti sbarcano in Sicilia e vogliono conquistarla. Non a caso domenica arriverà a Palermo Matteo Salvini. Ma attenzione – e sono loro a rimarcarlo – non si tratterebbe di una ipocrita strizzata d’occhio in cerca di consensi tra i ‘terroni’, “perché è giunto il momento di superare le divisioni del passato e con intelligenza costruire insieme il futuro”.
E’ questo il monito di Angelo Attaguile, segretario nazionale di Noi con Salvini, il nuovo soggetto politico che ha visto ufficialmente la luce il 19 dicembre 2014 e che guarda a un elettorato di destra.
Un siciliano doc (nato a Grammichele) diventato leghista “per amore dell’autonomia”, spiega.
Ex Dc, eletto alla Camera nelle file dell’Mpa, è stato proprio Attaguile il ventesimo deputato che aderendo alla Lega ha permesso la costituzione del gruppo parlamentare.
A fianco di Salvini a Palermo ci sarà anche lui.

Onorevole Attaguile, con questo movimento promettete di diventare la sponda meridionale della Lega Nord ma con i dovuti distinguo. Perché i meridionali, e soprattutto i siciliani, dovrebbero identificarsi con i valori e gli obiettivi di Noi con Salvini?

Innanzitutto si tratta di una questione di coerenza, che per noi siciliani diventa ancora più importante. I siciliani dovrebbero essere tutti autonomi, rispettare la loro autonomia e goderne, ed in passato la Lega Nord è stato l’unico partito a battersi per l’autonomia. Il nostro padre dell’autonomia, Don Sturzo, l’ha sempre perseguita. Ma i siciliani devono ancora uscire dal loro guscio, e per farlo hanno bisogno di identificarsi con l’autonomia nazionale, solo così si potrà costruire l’Europa delle regioni. Noi con Salvini vuole essere ‘la volta buona’ per fare un discorso serio e concreto sull’autonomia: io ci credo ma i siciliani non troppo, per colpa di chi ci ha governato.

Le tv ed i giornali ci rimandano l’immagine di un Salvini chiassoso, spesso eccessivo nei toni e nei modi, talvolta irrispettoso. Lei lo conosce molto bene, cosa crede che possa dare di importante al nostro Paese?

Salvini per l’Italia può fare davvero tanto. Da deputato europeo si interessa alle problematiche di tutte le regioni e credo che sappia coniugarne gli interessi trasferendoli in un nuovo modello di Europa. Non quella che abbiamo conosciuto sinora. Infatti la battaglia di Salvini non è contro Roma ladrona, bensì contro Bruxelles ladrona.

Una domanda che potrà apparire scontata ma inevitabile. Il problema reale e più urgente del nostro Paese è la disoccupazione, che in Sicilia raggiunge 10 punti in più che nel resto d’Italia. Una regione al collasso, da dove deve ripartire per evitare il tracollo definitivo?

Bisogna innanzitutto cambiare il sistema fiscale, facendo una riforma vera che porti l’aliquota Irpef per tutti al 15%. Da un lato si tratta di recidere ogni legame con l’assistenzialismo ed il clientelismo a cui noi siciliani siamo abituati, basta con i viaggi a Roma con il cappello in mano per chiedere l’elemosina, e poi si deve sviluppare una economia tutta nostra, possibile solo nell’ottica di un’intesa con il Nord. Le nostre criticità non possiamo risolverle parlandone sempre tra di noi, abbiamo bisogno di un uomo del Nord che si interessi delle nostre emergenze. I problemi da risolvere di certo non mancano, pensiamo alle infrastrutture e a quanto sviluppo potrebbe portare alla nostra regione il Ponte sullo Stretto rimasto purtroppo solo sulla carta.

Alle prossime elezioni amministrative ad Agrigento ci sarà un candidato leghista, Marco Marcolin. Certo è che la vittoria della Lega nella città di Alfano metterebbe in serio imbarazzo Ncd…

Non c’è bisogno di Marcolin per mettere in imbarazzo Alfano, lo è già di suo.
Io sono d’accordo alla candidatura di Marcolin ad Agrigento perché la città non ha più fiducia negli uomini politici che l’hanno presa in giro per tanto tempo. Agli agrigentini serve una persona perbene, al di fuori dei soliti intrallazzi e di meccanismi corrotti.

A Palermo, in concomitanza dell’arrivo di Salvini, si terrà la giornata dell’orgoglio terrone. Una vera e propria contro-manifestazione. Sappiamo tutti che non sono state infrequenti le osservazioni poco lusinghiere di alcuni esponenti leghisti nei nostri confronti. Basti pensare alla consigliera Donatella Galli, finita in tribunale per aver scritto la scorsa estate su facebook “Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili”, invocando una catastrofe naturale che spazzasse via il Meridione

Io credo che per andare avanti bisogna dimenticare il passato e certe sciocchezze da derby calcistico che esulano dalla politica. Salvini ha avuto l’intelligenza e il coraggio di chiedere scusa per certe frasi del passato, oltre ad essere stato l’unico ad aver difeso le arance siciliane ed i pomodorini di Pachino in Europa. Se continuiamo sul binario di questa contrapposizione tra Nord e Sud rischiamo di non risollevarci più. E questo non possiamo permettercelo.