Una cinquantina di famiglie senza tetto hanno occupato questa mattina l’assessorato comunale alla casa, in via Fattori, a Palermo. Presenti alla protesta anche il comitato di “Lotta per la casa 12 luglio” e i militanti del “Laboratorio Vittorio Arrigoni”.
L’occupazione simbolica è stata terminata solo dopo la conferma di un incontro ufficiale con l’assessore per la Protezione civile ed Interventi abitativi Aristide Tamajo.

L’incontro è previsto per questo pomeriggio. Tre mila senza tetto, di cui solo circa ottocento iscritti in graduatoria, e venti case assegnate in tre anni: questi i numeri riguardanti l’emergenza abitativa a Palermo.

“La città di fatto non ha nessun piano strategico per il problema casa ed emergenza abitativa, l’amministrazione non ha mai preso un impegno preciso con i senza tetto” dice Tony Pellicane del Comitato lotta per la casa 12 luglio.

“L’amministrazione negli ultimi 3 anni – prosegue – ha stipato in via Messina Montagna numerose famiglie in dei container che versano in uno stato di dregato e in condizioni igenico-sanitarie raccapriccianti”.

Ma intanto da parte dell’amministrazione comunale fioccano le promesse.
L’ultima, è stata fatta mercoledì scorso dall’assessore alle Risorse immobiliari e Beni confiscati, Eugenio Randi. L’assessore durante un incontro con i senza tetto ha promesso che entro luglio, trenta alloggi  che  diventeranno centoventi grazie ad un accordo con l’istituto autonomo case popolari che andrà ad intervenire e ristrutturare numerosi locali sequestrati alla mafia.

I senza tetto storcono il naso. “Randi non è credibile – spiega Pellicane – la convenzione con l’istituto autonomo case popolari deve essere ancora discussa in consiglio comunale e non ci sono margini che questa abbia breve scadenza. Randi dimentica che i beni confiscati alla mafia sono dello Stato, il comune non ha la proprietà di questi, per cui lo Iacp non ha nessun titolo per potere intervenire”.

“Aldilà delle promesse mai mantenute dall’amministrazione comunale, una strada da percorre per i senza tetto a Palermo esiste – dichiara Elisabetta di patti del laboratorio Vittorio Arrigoni – è quella dell’autorecupero. Invece di aspettare le tempistiche d’assegnazione lunghe ed estenuanti, che il comune assegni l’immobile il prima possibile, sarà la famiglia a premurarsi per la ristrutturazione”.

Situazione differente per le associazioni di vario tipo. Se in tre anni il comune ha disposto venti alloggi per i senza tetto, cento sono il numero dei locali assegnati alle comunità civili. Vita facile quindi per le associazioni, che, grazie all’ex assessore al patrimonio Pippo Enea bastava compilare “con la mano giusta” una semplice richiesta ufficiale per ottenere un immobile.

Tornando all’incontro di oggi con i senza tetto, parlando con BlogSiciliail neo assessore comunale ha detto che vuole “ascoltare quello che dicono, non conosco a fondo il problema”.