«Una pratica, un ballo, un rito propiziatorio»: così i Tafano Broders definiscono il loro ultimo successo, il “Bunga Bunga dance”. Circa quattro minuti di video, in cui squinternati personaggi in abbigliamento ginnico cantano e ballano, ironizzando sull’argomento “clou” delle testate scandalistiche in queste settimane.

Quasi dodicimila visualizzazioni su youtube per l’ennesimo successo del duo comico nisseno specializzato nel parodiare la vita culturale e politica italiana.

Autoironia, improbabili travestimenti con un voluto tocco “trash”, i giochi di parole, gli sketch, gli arrangiamenti musicali. È lunga la carriera dei Tafano Broders, sodalizio artistico nato a metà degli anni ’90 dal goliardico spirito di osservazione di due amici dell’entroterra siciliano che decidono di trasformarsi in Tony e Johnny Tafano (al secolo Roberto Gallà e Alfonso Grillo).

Premiati con il terzo posto al Festival di San Scemo del 2005, i Tafano Broders salgono sul palcoscenico senza pretese, fatta eccezione per la voglia di divertirsi. Sarcastici e “pungenti” al punto giusto, sostengono di essere «la prova vivente che in Italia possono cantare anche cani e porci».

La televisione, il web, le piazze siciliane, dove attualmente sono impegnati con lo spettacolo “Come le bestie Circus Show”, accompagnati dalla band dei Merce Freska.
Uno spettacolo sul nostro Paese, i suoi “malesseri”, le sue contraddizioni e che quasi impone l’idea del circo che appare imprescindibile «perché – dicono – cos’è l’Italia se non un grande circo dove accade di tutto?»

Quel “tutto” di cui sono capaci questi due irresistibili ragazzacci, definiti dalla stampa “i monelli del palco”, gli unici comici ad aver dedicato una trilogia di brani al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Dopo “Papi” e “Presidente Superstar” ecco arrivare il “Bunga Bunga Dance”.

In fondo, «se non ci fosse Silvio – dichiarano – di cosa si potrebbe chiacchierare nei bar?» Nessun proclama di appartenenza politica ma solo la consueta ironia degna della più paradossale dimensione immaginifica. E proprio a quel Silvio rivolgono un invito: «dopo il pensionamento vieni da noi, sarai il terzo Tafano».

Vi immaginate la scena? Io no, però sarebbe divertente…

Regia e montaggio dell’intervista video a cura di Davide Vallone.