Commissariamento, bilanci non approvati e milioni di euro di debiti nei confronti della banche. E’ drammatica la situazione dei teatri di Palermo che rischiano la chiusura. Dopo mesi di proteste sabato l’ennesima doccia fredda per i lavoratori del Biondo Stabile per il quale è stato disposto il commissariamento.

Sono 202 i dipendenti coinvolti, 46 i lavoratori del teatro Biondo  e 156 i componenti dell’orchestra sinfonica del teatro Politeama. Regione, Comune e Provincia hanno le casse vuote e i finanziamenti previsti da Palazzo d’Orleans per le attività teatrali non riescono a garantirne la sopravvivenza.

“Per quanto riguarda il Politeama – dichiara a BlogSicilia Francesco Assisi, segretario regionale Fistel Cisl – sono circa 10 i milioni di debiti contratti dal teatro nei confronti della Serit. A questi si devono aggiungere altri 2 milioni accumulati nel 2012. Per il 2013, la Regione ha stanziato a favore del Politeama circa 8,7 milioni, ma per le varie attività teatrali ne servono almeno 12”.

Il 5 giugno scorso era stato presentato  ai sindacati il piano anti-crisi per la Fondazione Orchestra sinfonica siciliana. Il piano dei tagli presentati dall’assessore al Turismo Michela Stancheris e dal sovrintendente Ester Bonafede (contestata per il doppio incarico all’assessorato al lavoro e alla guida dell’Orchestra sinfonica) prevede una riduzione dei finanziamenti pari a 2 milioni e 106 mila euro. Un taglio che si aggiunge alla riduzione del contributo della Regione che aveva già pesato sulle casse della Fondazione per un milione e mezzo di euro.

Drammatica anche la situazione del Biondo – continua Assisi – dove i debiti nei confronti delle banche ammontano a circa 3,5 milioni di euro. In questa situazione il bilancio non può essere approvato e il teatro, se non si agisce subito, è destinato alla soppressione”.

In pratica i teatri palermitani già lo scorso anno, secondo accordi presi con il Comune hanno preso impegni con le compagnie di prosa, anticipando somme che sarebbero dovute arrivare da Regione, Comune  e Provincia. Così non è stato. Le compagnie adesso esigono quanto dovuto, ma i teatri  non possono pagare.

“L’attività dei teatri deve essere propedeutica  alla città – continua Assisi – . Adesso Palermo è candidata a capitale della cultura Europea, ma come è possibile, visto che i luoghi della cultura stanno morendo?”.

“Facciamo appello al sindaco Leoluca Orlando e al presidente Crocetta – dichiara Emilio Gelsomino, amministratore di compagnia del teatro Biondo -. I teatri di Palermo non possono chiudere”.

Difficile anche la situazione del teatro Massimo, commissariato ormai da mesi. I lavoratori  chiedono un incontro urgente all’assessore Stancheris e al commissario straordinario Carapezza per discutere del futuro della Fondazione. La richiesta viene motivata per i “pesantissimi tagli previsti dalla finanziaria regionale che ha dimezzato rispetto all’anno scorso i fondi destinati al sistema culturale siciliano e specialmente al settore Spettacolo dal Vivo e visto l’incombere dei regolamenti attuativi della legge Bondi sulle Fondazioni lirico-sinfoniche.

Intanto è stata programmata per la giornata di domani una mobilitazione congiunta dei dipendenti del teatro Biondo e del Politeama. Alle 10 si svolgerà un sit-in davanti il teatro Biondo in via Roma. Alle 16 poi la protesta si sposterà a piazza Politeama dove l’orchestra sinfonica siciliana terrà un concerto.