Non è vero che la Sicilia non ha le risorse per chiude il bilancio . Il Documento di programmazione economica sarebbe stato manipolato per far apparire la situazione deficitaria ben oltre le reali difficoltà. Un documento manipolato e “amputato”, per dimostrare l’insostenibilità dell’autonomia regionale siciliana e proseguire sulla strada dello smantellamento dello Statuto. Il danno fatto, con dolo, alla Sicilia sarebbe di ben 7 miliardi di euro fra le varie voci ad iniziare dalle accise che sono state del tutto cancellate dalle voci in entrata

Le accuse, pensanti, sono state lanciate da Sicilia Nazione, il movimento indipendentista che conta fra i suoi promotori anche l’ex assessore al bilancio Gaetano Armao.

Secondo gli indipendentisti quello commesso da Baccei è un vero e proprio falso ideologico, per aver voluto dimostrare che il sistema di conti pubblici deve essere corretto con l’intervento dello Stato.

Per Armao il documento è un vero e proprio plagio. Baccei avrebbe copiato un documento da lui prodotto quando ricopriva l’incarico di governo, protocollato il 28 febbraio del 2011 e inviato all’allora ministro Roberto Calderoli. Un documento che fino a pagina 48 va, adesso, a costituire il Dpef della Regione siciliana nel triennio 2016-2018: “Baccei ha preso i documenti con gli stessi saldi riportati in quella stesura e lo ha copiato per filo e per segno nel Def 2016, eliminando le ultime due pagine, quelle che calcolavano le entrate provenienti dalle accise inserite in entrata nel bilancio regionale, come prevede la legge. Ha omesso in pratica i numeri che dimostravano l’equilibrio finanziario, sostituendo i saldi, per dimostrare lo squilibrio finanziario e dunque dimostrare l’insostenibilità finanziaria dell autonomia della nostra regione”.

Ma il documento sarebbe, comunque, datato e oltre a non tenere in considerazione le entrate che la Sicilia dovrebbe riscuotere dallo Stato, non sarebbe stato neanche attualizzato. Il governo Crocetta “ha manomesso i dati danneggiando in modo gravissimo la Sicilia. I saldi sono stati
volutamente amputati, non si tratta di una svista c’è la malafede di chi vuole sconquassare il bilancio regionale per favorire lo Stato”.

Ma gli attacchi all’attuale governo non si limitano ai conti. Armao contesta anche la procedura seguita che non rispetterebbe la legge ne nei modi ne nei tempi “Ad oggi non è stata trasmessa neanche una bozza di bilancio o di finanziaria al Parlamento. Eppure per legge questi documenti devono essere inviati entro il primo ottobre”.

Armao si rivolge, dunque, al al presidente dell’Ars “gli chiedo di rendersi garante e di pretendere che i documenti contabili siano presentati
immediatamente. Non è più possibile tollerare questi traccheggi sui conti della Regione”.

“Mi chiedo come mai solo ora Baccei segnali uno scantonamento delle entrate per un miliardo e settecento milioni, se c’era un adeguamento da fare – conclude – occorreva pensarci in tempo, sulle variazioni del bilancio, come mai l’assessore non si è accorto, dalle trimestrali di cassa che mancavano questi soldi nel bilancio? Oggi dire che mancano quasi due miliardi la ritengo una spinta al deterioramento finanziario, non una svista, ma un azione pianificata in malafede per rovinare i conti siciliani”.