eolico

Due anni di indagini, 15 indagati, 7 parchi eolici e 9 società poste sotto sequestro, quattro produttori di energie rinnovabili (si, avete letto bene, energie rinnovabili) arrestati: questi sono i numeri dell’operazione, effettuata della Guardia di Finanza di Avellino, denominata “Via col vento” (ma chi li darà i nomi alle suddette operazioni?!), al centro dell’inchiesta, stavolta, sono gli impianti eolici collocati tra Campania e Sicilia.

Le indagini, che hanno portato alla luce un articolato sistema di truffa aggravata ai danni dello Stato, sono partite in seguito ad una segnalazione del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza di Roma con il coordinamento della Procura della Repubblica di Avellino e si sono incentrate su 12 società (9 con sede in Avellino e 3 ubicate in Sicilia), beneficiarie di contributi (si parla di ben oltre 150 milioni di euro) per la realizzazione di parchi eolici destinati alla produzione di energia elettrica.

Sono state così denunciate 15 persone con l’accusa di illecita percezione di contributi pubblici della Comunita Europea destinati alla produzione dell’eolico, alterazioni di atti e documenti e di dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà, anch’essi falsi. Sono, inoltre, stati emessi quattro ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata all’indebita percezione di contributi pubblici per Vito Nicastri, 52 anni di Alcamo, uno degli imprenditori più in vista, risulta essere il responsabile legale di società leader nella produzione di energia alternativa che nel tempo si sono succedute nella gestione di progetti e finanziamenti inerenti lo sviluppo e lo sfruttamento delle «energie pulite», Oreste Vigorito, 62 anni, napoletano, presidente del Benevento Calcio, Ferdinando Renzulli, 42 anni, di Avellino e Vincenzo Dongarrà, 46 anni di Enna.

Il meccanismo della truffa è quello di sempre, false fatture e false certificazioni bancarie per lucrare sulla legge 488: le diverse società, tutte facenti capo agli indagati, certificavano, con false intestazioni, sia la proprietà dei terreni su cui sarebbero dovuti sorgere i parchi eolici (in genere erano terreni concessi dai comuni e poi subconcessi alle società compiacenti) sia le disponibilità patrimoniale ed economica, per poter far fronte all’investimento da destinare al progetto. Si cercava, a questo punto, di mostrare maggiore risorse di fondi della società, mediante fittizie assegnazioni di capitali provenienti da società estere (in massima parte del Regno Unito) che al momento opportuno iniettavano nelle casse societarie soldi provenienti da altri finanziamenti pubblici. Un giro di fondi tra Olanda, Spagna e Inghilterra. Il gioco delle tre carte, delle scatole cinesi o matrioska. Un investimento sicuro: l’eolico vince sempre. I parchi eolici, sette in tutto, 185 turbine, sono stati sequestrati nei territori di Catania, Siracusa, Sassari e Palermo.

Il nome di Vito Nicastri viene fuori anche nell’ordinanza dell’operazione antimafia “Eolo” relativa al parco eolico di Mazara. L’imprenditore alcamese, con la sua società «Eolica del Vallo», ha rilevato le turbine appena finite di essere collocate, succedendo così alle imprese che secondo la procura antimafia con l’appoggio di Cosa Nostra e corrompendo politici e pubblici funzionari, avevano collocato i pali eolici. Ebbe sicuramente contatti con gli indagati, ma contro di lui nemmeno un avviso di garanzia.

“Il signore del vento”, come lo ha definito addirittura il Financial Times, tra il 2002 e il 2006 ha ottenuto il più alto numero di concessioni in Sicilia per costruire parchi eolici per un migliaio di megawatt, il suo nome compare spesso affianco a quello di politici regionali interessati nella fase di sviluppo delle energie cosidette «pulite». Oreste Vigorito, con lui arrestato, in una intervista lo ha indicato come “il mio grande maestro, genio del business eolico”. Ultimamente stava allargando i suoi interessi anche al fotovoltaico, sarebbero suoi i progetti di nove parchi solari, due impianti tra Mazara e Castelvetrano.