“Lizzy, una bella ragazzina di 14 anni, occhi celesti, piena di vita e apparentemente senza problemi, è stata trovata morta a Londra. Si è suicidata, stando a quanto dicono alcuni compagni, per il bullismo che subiva da tempo”. Questa è purtroppo una fra le tante analoghe notizie riportate poco tempo fa dai giornali che ci ha turbato e non fatto dormire la notte, pensando ai nostri ragazzi a scuola.

Il problema del bullismo coinvolge ogni anno migliaia di studenti che il più delle volte non denunciano il fenomeno.

Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo con caratteristiche peculiari e distintive. E’ caratterizzato da tre fattori che permettono di discriminare tale fenomeno da altre forme di prepotenza e di comportamento aggressivo: l’intenzionalità (il comportamento aggressivo viene messo in atto volontariamente e consapevolmente); la sistematicità ( il comportamento aggressivo viene messo in atto più volte e si ripete nel tempo); la differenza di potere tra le parti coinvolte (dovuta alla forza fisica, all’età o alla numerosità -quando le aggressioni sono di gruppo-).

Genitori ed insegnanti non dovrebbero trascurare, inoltre, la nuova forma di bullismo, il cosiddetto “cyber bullismo” (o bullismo elettronico) che con l’uso esponenziale di internet sta diventando molto preoccupante. Esso non lascia pace a chi è preso di mira, nemmeno nella loro casa.

Come dalle varie testimoninaze, il bullismo ferisce profondamente e fa sentire fragili e impauriti; fa preoccupare in modo tale che la vittima non riesce neanche a seguire i normali ritmi di studio e/o della quotidianità. I ragazzi, vittime delle varie forme di bullismo, preferiscono, talvolta, non andare a scuola, per evitare le sofferenze di tali sorprusi e per non sentirsi incapaci o addirittura colpevoli.

Il bullismo è diventato, purtroppo, un problema grave che si presenta sempre più frequentemente.

E’ necessario che la scuola e le varie organizzazioni, più o meno interessate all’educazione dei nostri ragazzi, affrontino il problema in maniera seria ed adeguata, avvalendosi delle varie iniziative istituzionali che da qulache hanno il Ministero e le Regioni ha promosse. Il bullismo può e dev’essere combattuto!

Innanzitutto è bene parlarne e ancora parlarne. I ragazzi devono essere stimolati a parlarne con i genitori, con gli insegnanti, con gli amici o con chiunque di loro fiducia. I genitori non devono aver timore di parlarne ai docenti e al dirigente scolastico. Gli insegnanti devono dimostrarsi pronti ad ascoltare il ragazzo vittima del bullismo, nei suoi messaggi consci e nascosti.

E’ bene che sin dalla scuola primaria, tutte le varie forme di bullismo siano tenute regolarmente sotto controllo e non sottovalutate o inquadrate nella banale formula “scherzi tra ragazzi”.
Di fronte ad episodi e/o denunce in merito, è compito degli insegnanti, e poi del dirigente scolastico, richiedere riunioni collegiali per affrontare quanto emerso e per promuovere delle adeguate iniziative.

La scuola, in ogni caso, come importante istituzione sociale, dovrebbe adoperarsi per incoraggiare i propri alunni a denunciare gli episodi di bullismo, per mettere le autorità nelle condizioni di intervenire.

A tal proposio è bene ricordare che in ogni regione è stato istituito un “osservatorio permanente” che lavora in stretto collegamento con il numero verde 800.66.96.96 attivo presso il MIUR. Per la Sicilia possono aversi notizie collegandosi con il sito http://www.usr.sicilia.it. A Siracusa è attivo uno specifico numero verde 43002.

Lo stesso Ministero ha attivato un sito internet www.smontailbullo.it con tutte le informazioni sul fenomeno del bullismo.

In ogno caso, la tempestività delle decisioni, che si traduce in non trascuratezza di quanto accaduto, alimenta la fiducia dei ragazzi nei confronti delle istituzioni. Una punizione adeguata tutela tutti: la vittima, i deboli, i timidi, gli sfiduciati, i forti, i decisi,… I ragazzi vogliono adulti coerenti e responsabili per credere nei valori sociali, per denunciare le malefatte, per aver fiducia nel futuro, per diventare buoni cittadini.

a cura del prof. Orazio Bianco per approfondimenti clicca qui