Tre fratelli imprenditori di Messina e una donna, imprenditrice di Venetico, in provincia di Messina sono stati arrestati con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di rame rubato.

I quattro imprenditori finiti in manette sono i fratelli Alberto, Luciano e Antonio Di Blasi, gestori della ditta “Messina Metalli” e Lucia Spadaro titolare della ditta “Metal Rottami s.r.l.” tutti di Messina. 

Dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio per avere gestito a monte e a valle la filiera dell’organizzazione finalizzata ai furti e poi al successivo reimpiego del prezioso materiale.

L’indagine ha portato alla scoperta di un’organizzazione che attraverso le due società gestite dai quattro imprenditori arrestati si occupava della raccolta del rame rubato in tutta la Sicilia.

Gli imprenditori gestivano il deposito e curavano il trasferimento delle ingenti quantità di oro rosso rubato che raccoglievano in una fonderia del Nord Italia dove il rame veniva riutilizzato e nuovamente immesso nel mercato industriale.

L’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina è affidata al procuratore Sebastiano Ardita e ai sostituti Roberta La speme e Antonio Carchietti.

Durante l’operazione sono state sequestrate quasi 30 tonnellate di rame: è la più grande quantità di oro rosso mai sequestrata in una sola volta.

E’ stato disposto il sequestro dell’azienda ‘Messina metalli’ la cui attività consistita nella raccolta, nello stoccaggio e nel successivo trasferimento del pregiato materiale “costituisce un terminale per i ladri di rame costantemente in azione con le conseguenze  anche per la collettività oltre che in termini di sicurezza pubblica” ed inoltre “alimenta un sempre più fiorente mercato nero di tali componenti metalliche, favorito anche dalla facilità con la quale detti materiali vengono riciclati”.