Se scontro deve essere allora sarà scontro a tutto campo. E’ quanto sembra pensare Rosario Crocetta che dopo aver portato a casa i soldi del fondi di sviluppo e  Coesione che serviranno alla Sicilia per chiudere il bilancio dell’anno in corso ed avere di fatto sfiduciato l’assessore all’economia, Alessandro Baccei, si dice pronto ad andare allo scontro con renziani e non solo con loro.

Non basta l’annuncio che andrà avanti ne è sufficiente la notizia che lui stesso detta ai giornalisti in base alla quale non teme il voto. se gli alleati vogliono bloccare il quarto rimpasto, lui lo farà lo stesso e per garantire un confronto politico sotto pressione si prepara ad avocare a se tutti i poteri in Sicilia

“Voglio essere chiaro per evitare malintesi: occorre una verifica politica per capire chi sta nella maggioranza e chi sta fuori. Il governo politico, che si deve costruire immediatamente, deve avere alla base il senso di responsabilità collettivo che richiede il momento. Per questo motivo non escludo un azzeramento della giunta chiarificatore”.

Per Crocetta servono subito “un piano di riforme concrete e una maggioranza coesa, all’interno della quale non ci sia chi rallenta il processo riformatore o addirittura pretenda di arrivare a elezioni anticipate contro l’attuale governo. Voglio coerenza, lealtà, efficienza e coesione. Altro che ritardi per il rimpasto di governo, io voglio accelerare”.

Dunque quel governo politico visto come il fumo negli occhi ed il ritorno al passato per tre anni, oggi è la strada per uscire dal tunnel ed indicato come la soluzione dei mali di Sicilia ma deve essere un governo politico di fedelissimi. Insomma gli assessori devono essere promanazione del presidente, fedeli ed obbedienti. Pensare in proprio, politicamente e amministrativamente non è ammesso da questo governo.

Dunque si alzano di nuovo i toni e torna la possibilità che la situazione precipiti proprio mentre il Pd affronta questioni interne kil cui valore intrinseco è palese guardando al primo esempio: Enna.

Nella provincia più piccola di Sicilia e più alta d’Italia, dove Mirello Crisafulli è stato il ras assoluto per decenni, arriva il commissario del Pd ma subito arrivano anche i dubbi sulla legittimità per un cavillo procedurale. Ma più ancora del commissario, La scelta del partito è un avvertimento al gruppo che renziano non è. Ad Enna è arrivato il commissario e altre sezioni potrebbero subire lo stesso trattamento.

 Insomma anche Renzi ed i suoi non sembrano intenzionati a cedere ne sul fronte interno al Pd ne su quello esterno. Le elezioni anticipate in Sicilia restano ancora  piuttosto distanti ma più vicine di quanto non fossero tre giorni fa