I cappellani militari, sia in guerra sia in pace, sono i depositari dei segreti dell’anima dei tanti ufficiali e soldati italiani.

Lo ha sottolineato Sebastiano Mangano, diacono diocesano incaricato per la pastorale delle Forze armate, concludendo il convegno “Il ruolo della Croce Rossa italiana e dei cappellani militari e preti-soldato della Diocesi di Catania nelle due grandi guerre”, organizzato dal centro studi “Bachelet”, dalla delegazione catanese dell’Istituto nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali tombe del Pantheon e patrocinato dal Comune di Misterbianco.

In apertura di convegno, l’avvocato Salvatore Saglimbene, presidente del centro studi Bachelet, ha ricordato la figura del misterbianchese colonnello pilota Paolo Caruso, recentemente scomparso per un incidente di volo. Il ricordo è stato suggellato dalle toccanti note del “Silenzio” eseguito dal musicista Emanuele Mirulla.

L’associazione dell’Istituto nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali tombe del Pantheon è stata presentata da Salvatore Caruso, mentre Sergio Sportelli, capitano medico volontario della CRI, ha ripercorso tutte le tappe più significative della storia della Croce Rossa, dalla nascita ai nostri giorni.

Al convegno hanno partecipato anche il tenente colonnello Giuseppe Nolis, della caserma Sommaruga di Catania, il tenente Pasquale Cuzzola, comandante della tenenza dei carabinieri di Misterbianco, monsignor Agatino Caruso, già vicario generale dell’Arcidiocesi etnea, il cappellano militare di Sigonella, padre Giovanni Salvia,  i familiari del colonnello pilota Paolo Caruso.