La classica partita di Lega Pro. La squadra tecnicamente più forte che attacca senza sosta, gli avversari a difendersi a denti stretti. Lo 0 a 0 tra Catania e Cosenza si può raccontare anche così: una squadra che attacca a testa bassa ma non riesce a segnare, l’altra che si difende per novanta minuti.

Il primo tempo è un assoluto monologo del Catania che, però, non riesce a trovare il gol de vantaggio per imprecisione e sfortuna. Russotto è il faro rossazzurro e dai suoi piedi passano tutte le azioni. Proprio Russotto, direttamente da calcio di punizione, impegna Perina. Quando ha il pallone il numero 11 tenta sempre qualcosa: dribbla, regala assist e tira dalla distanza.

Non è un caso che da una sua invenzione arrivi una delle azioni più pericolose del primo tempo, ma Falcone viene anticipato da un difensore. Ancora Falcone, prima dell’intervallo, calcia da fuori area, ma Perina devia in angolo. Dal corner, poi, Russo di testa non trova la porta. Nella ripresa la musica non cambia: il Catania attacca, il Cosenza si difende anche se è proprio dei calabresi la prima conclusione del secondo tempo: Raimondi dal limite costringe Bastianoni alla deviazione in angolo.

Cominciano le sostituzioni: Scarsella prende il posto di Russo e il Catania sfiora la rete con Calil, ma il suo tocco a botta sicura viene respinto da Perina. Dopo l’ingresso in campo di Calderini ( al posto di Falcone ) e Pelagatti ( infortunio per Ferrario ) è proprio il portiere cosentino a regalare una potenziale occasione al Catania non controllando un tiro di Russotto, ma Lulli, incredibilmente, non riesce a segnare. Porta stregata per il Catania che ci prova in tutti i modi, ma non riesce a segnare per la bravura del portiere del Cosenza e per la poca lucidità dei suoi attaccanti.

Il più pericoloso è sempre Russotto, ma Perina gli ferma anche la conclusione a giro al minuto 85. Il Catania non è fortunato e non bastano i tre minuti di recupero per sbloccare la partita. Finisce 0 a 0, il Catania sale a quota 2 in classifica, ma quella di oggi è davvero un’occasione sprecata.

a cura di Sicra