Qualcuno lo ha già chiamato il patto di Enna, un confronto che serve a chiarire le strategie, neanche troppo misteriose, da mettere in campo già domani all’Ars in occasione della mozione di censura nei confronti dell’assessore regionale alla Formazione, Nelli Scilabra, ma che serve soprattutto a rinsaldare le posizioni delle forze del centrodestra in Sicilia.

Ad Enna, insomma, FI, NCD, MPA, PiD-Cantiere Popolare e Lista Musumeci hanno delineato un quadro politico regionale preciso che fa intendere come la situazione romana, dove il partito di Alfano sostiene il premier Matteo Renzi, sia storia a sé.

Domani all’Ars il centrodestra chiederà che la mozione di censura all’assessore Scilabra venga votata a scrutinio palese e nominale: “In maniera che, sin da questo primo passaggio parlamentare – scrivono in un documento i leader siciliani delle varie forze politiche – ciascun deputato assuma, davanti ai siciliani, le proprie responsabilità”.

Non è escluso, intanto, che l’atto parlamentare nei confronti della giovane titolare dell’assessorato al Lavoro possa essere propedeutico alla mozione di sfiducia nei confronti del governatore Crocetta.

Sebbene, infatti, se ne parli già da tempo la mozione contro il presidente della Regione materialmente non è stata ancora presentata e se il centrodestra pigiasse il piede sull’acceleratore anticiperebbe anche lo ‘sfiducia day’ del Movimento 5 Stelle, in programma il prossimo 26 ottobre a Palermo, che vedrà la partecipazione dello stesso Beppe Grillo.

A conti fatti per presentare la mozione contro Crocetta servono almeno 18 firme (i pentastellati sono 14) e i gruppi rappresentanti alla riunione di Enna ne contano 26.

Alla fine dell’incontro, al quale hanno preso parte Vincenzo Gibiino, Francesco Cascio, Saverio Romano, Antonio Scavone, Nello Musumeci, Marco Falcone, Toto Cordaro, Santi Formica, Roberto Di Mauro e Gino Ioppolo, si è stabilito che domani i capigruppo parlamentari riuniranno i rispettivi gruppi “per illustrare le conclusioni a cui si è pervenuti sulle problematiche più sentite dell’attualità politica”.