Il Cerisdi, il centro di alta formazione della Regione siciliana che sorge nei locali del Castello Utveggio su Monte Pellegrino, naviga veloce verso la liquidazione. una fine ingloriosa che era stata ventilata un anno e mezzo fa al culmine di uno scontro fra il presidente della Regione e l’allora Presidente dell’ente Adelfio Elio Cardinale. Una strada che sembrava essere stata abbandonata quando il Presidente della Regione decise di mettere alla guida del centro Salvatore Parlagreco.

Oggi, però, gli Organi di Controllo del Cerisdi a causa della grave criticità di bilancio, hanno invitato il Consiglio di Amministrazione a assumere provvedimenti conseguenti e fra questi anche la liquidazione  del Centro. Un’azione che porterebbe alla chiusura dell’ultimo importante centro di ricerca e formazione attivo oggi nell’Isola (dopo la chiusura dell’ISIDA), e del Castello Utveggio, complesso monumentale e paesaggistico unico al mondo.

“Chiediamo alle Istituzioni Regionali di  Governo e Parlamento, alle Forze Sociali ( Sindacati e Organizzazioni Imprenditoriali ) –  dice adesso il presidente Parlagreco – di manifestare in modo concreto ed urgente, con un significativo sostegno assumendo iniziative e provvedimenti idonei, al fine di intraprendere un percorso di rilancio   del Centro e ridare alla Sicilia uno strumento essenziale per lo sviluppo del Know how e delle competenze manageriali”.

Al suo appello Parlagreco aggiunge il racconto di un anno e mezzo di lavoro durante il quale Il Cerisdi ha chiesto l’autorizzazione al Governo della Regione ad espletare le gare di evidenza pubblica nel settore alberghiero, enogastronomico, intrattenimento, promozione eventi culturali ecc, gare che sono state precedute dalle manifestazioni di interesse di circa ottanta imprese siciliane e nazionali. L’Assessorato Regionale alla Economia, cui è demandata la funzione autorizzativa, ha attivato la relativa istruttoria, della quale si attende la conclusione, auspicabilmente in tempi brevi.

Il Cerisdi ha in corso una trattativa con la SNA – Scuola Nazionale della Pubblica Amministrazione – con l’obiettivo di fare del Centro siciliano, il braccio operativo per l’alta formazione e l’aggiornamento della dirigenza pubblica nell’Isola e, auspicabilmente, nell’Italia meridionale.

Il Cerisdi dal 2014 ad oggi ha promosso e attivato partnership istituzionali per la promozione di giornate di studio e percorsi formativi su tematiche legate alla legalità e giustizia, all’ambiente, alle politiche pubbliche (welfare, lavoro, cultura, ecc.). Tra le partnership avviate è certamente significativa quella stipulata con l’Università degli Studi di Palermo, al fine di realizzare la Scuola di Specializzazione nelle materie giuridiche, per la quale si attendono ulteriori determinazioni da parte dell’Ateneo. Sono state, inoltre, attivate rilevanti collaborazioni con l’INPS, MIUR, Ministero degli Esteri, Ministero della Giustizia (Ufficio USSM), Enti Locali e Centri di Ricerca nazionali.

Tutt’oggi sono ospitati nelle aule del Cerisdi i corsi di preparazione per il superamento delle prove di esame per le professioni legali e l’ammissione alla carriera della Magistratura.

Il Cerisdi ha chiesto con insistenza ed in modo convinto un cambio di rotta sull’uso delle risorse pubbliche destinate alla formazione in generale ed alle attività del Centro in particolare: stop ai contributi, ma avvio di una pianificazione delle attività del Centro al servizio della Regione siciliana al fine di ottenere significativi risparmi di risorse pubbliche destinate alla formazione e all’aggiornamento del personale della PA in Sicilia.

I finanziamenti previsti da ben tre leggi regionali a favore del Cerisdi non sono stati attivati e sono sostituiti da risorse che hanno inevitabilmente assunto il carattere di donazioni, e sono state giudicate perfino atti di generosità ed addirittura privilegi. Con enorme svantaggio per centinaia di giovani professionisti siciliani costretti a lasciare la loro terra, sono stati cancellati anche i finanziamenti delle Borse di studio “Premio Bonsignore” che per oltre un decennio in passato, hanno consentito ad oltre 100 giovani laureati nelle Università siciliane di specializzarsi, ed entrare nel mercato del lavoro nazionale e internazionale.

Il Cerisdi rappresenta una opportunità di risparmio per il sistema della formazione e della ricerca in Sicilia se si sostituiscono i contributi con commesse ed azioni formative oggi assegnate a Centri e aziende pubbliche e private nazionali.

Il CDA del Cerisdi insediato nel mese di giugno del 2014 ha dovuto fronteggiare una pregressa pesante situazione debitoria, disponendo di un budget assai lontano dai bisogni do gestione corrente (manutenzione struttura, retribuzione del personale dipendente) e quindi del tutto incapace, di conseguenza, di sanare le criticità di bilancio. Il CDA in carica non ha impegnato finora le risorse previste per i propri Amministratori, e non ha potuto retribuire con puntualità i propri dipendenti. E’ stata respinta la richiesta di cassa integrazione straordinaria e sono stati ritardate l’assegnazione di risorse dovute a causa di ritardi addebitabili alla lentezza degli iter burocratici (certificazione antimafia, ricorsi di enti terzi ecc.) con grave danno per la regolarità degli emolumenti dovuti al personale dipendente.

Per domani i sindacati hanno indetto una assemblea del personale “Il grave stato di crisi in cui versa il Cerisdi – afferma Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani – sta avendo pesantissime ripercussioni sui dipendenti che, da mesi, non percepiscono alcuna retribuzione. Purtroppo, ad oggi, neanche gli sforzi profusi quotidianamente dai lavoratori, ivi compreso un periodo di contrazione volontaria dell’orario di lavoro con l’auspicio di poter fronteggiare la pesante crisi di liquidità e debitoria che investe il Centro, hanno sortito gli effetti sperati dagli stessi. Riteniamo improcrastinabili confronti atti a tracciare percorsi che possano tutelare le professionalità dei dipendenti. Chiediamo al Presidente Crocetta di essere ricevuti perché il Governo non può non tener conto del fatto che il Cerisdi per oltre venti anni è stato strumentale alla programmazione Regionale.  Non si riesce, infatti,  a comprendere la motivazione per la quale il Cerisdi  sia lasciato al margine delle Politiche pubbliche del  Governo Regionale  e tenuto lontano dai piani  di azione decisi a livello apicale e concertati con altri Soggetti non radicati nel territorio regionale. Lancio pertanto un appello – conclude la Calabrò – al Governo Regionale, alla Deputazione Regionale e alle altre Istituzioni convolte, affinché attivino immediatamente tutti gli sforzi, gli interventi e le strategie necessari che abbiano come primo obiettivo la piena salvaguardia dei posti di lavoro ed un concreto rilancio delle attività del Centro che potrebbe essere il punto di formazione di eccellenza nono solo per la Sicilia ma per paesi del Mediterraneo”.