Mentre all’Ars è in corso una seduta straordinaria della Commissione Lavoro in cui sfilano in audizione due assessori della giunta, Nelli Scilabra e Giuseppe Bruno, e il dirigente generale della Formazione, Anna Rosa Corsello (che in quella sede ha ufficializzato le proprie dimissioni), il presidente della Regione, Rosario Crocetta, interviene con una propria nota.

Nel comunicato, lungo e particolarmente piccato (come avviene oramai da tempo), il governatore ha parlato di ‘processo persino disumano che ha al centro, per quel che riguarda gli aspetti del Piano giovani, una giovane ragazza, Nelli Scilabra che dovrebbe essere capro espiatorio del nulla”. Non mancano poi critiche e riferimenti ad alcuni scandali legati proprio alla Formazione, nello specifico al cosiddetto ‘sistema Giacchetto’.

Così come non mancano le citazioni degli antichi proverbi siciliani: “Oggi si esaspera una vicenda per noi chiusa, quella del click day, e si fanno non contestazioni ma processi alle intenzioni sulla base di come direbbe un proverbio siciliano “il lupo della mala coscienza quello che opera pensa”.

Di seguito il testo integrale della nota del presidente Rosario Crocetta:

“Mi sono chiesto spesso in questi giorni se dietro una parte degli attacchi, non certamente in tutti, in alcuni credo ci sia buona fede, non ci sia dietro la nostalgia di un vecchio sistema che vuole approfittare della banalità del default del click day per sferrare un attacco nei confronti di una grande azione di moralizzazione che il governo ha avviato in questi due anni.

Sinceramente mi sembrano veramente esagerate le accuse sui palloncini da acquistare per una festa d’Europa mai realizzata, che pur in assenza di alcun divieto normativo, il governo e l’assessorato alla Formazione non hanno proprio voluto realizzare per evitare che apparisse elettoralista. Le feste d’Europa sono all’interno delle raccomandazioni che fa Commissione europea per sviluppare lo spirito e la cultura europeista tra i giovani e i cittadini.

A tal fine esistono fondi e direttive che incoraggiano proprio la realizzazione di eventi dedicati. Certamente parlare di palloncini laddove il vecchio sistema sprecava 350 milioni l’anno, laddove i fondi di formazione e turismo finivano in quel “sistema Giacchetto” che alimentava corruzione, finanziamenti illeciti, scambi di favori, ma anche escort da donare in cambio di sostegni politici all’attività di corruzione, mi sembra esagerato.

Negli ambienti palermitani ben informati si mormora persino quale dovrebbe essere la casa dove si svolgevano tali appuntamenti, che coinvolgevano settori della burocrazia e della politica regionale. Si parla di una casa in una via del centro storico che conduce al porto, dove ancora c’è un evidentissimo cartello “affittasi” che probabilmente sarà destinato a rimanere affisso a lungo, proprio perché la memoria dei palermitani non è così fragile.

Quali dibattiti si sono sollevati in Commissione sugli scandali della formazione che coinvolgevano enti, politici e burocrati? E sugli scandali degli arresti e persino dei viaggi e dei sexy tour all’estero con soldi pubblici? C’è stato un silenzio complice. Oggi si esaspera una vicenda per noi chiusa, quella del click day, e si fanno non contestazioni ma processi alle intenzioni sulla base di come direbbe un proverbio siciliano “il lupo della mala coscienza quello che opera pensa”.

Un processo persino disumano che ha al centro, per quel che riguarda gli aspetti del Piano giovani, una giovane ragazza, Nelli Scilabra e sulla sanità Lucia Borsellino (ma su questo ci tornerò domani), in cui Nelli dovrebbe essere capro espiatorio del nulla, di un nulla inesistente proprio perché l’assessore ha competenze di indirizzo politico e non gestionale.

Italia Lavoro è un’azienda dello Stato, non lo si dimentichi e ad essa è possibile affidare direttamente dei servizi. Non rientra oggi tra le priorità del governo il rapporto con tale società perché vogliamo puntare sulle nostre partecipate, ma al momento della scelta Sicilia e-servizi era in grado di fornire un’assistenza limitata, poiché vigeva il contratto bancario e la società avrebbe potuto effettuare quei progetti realizzando solo passività. Adesso è invece possibile ed è la strategia del governo, puntare sulle partecipate e sull’assorbimento del personale delle società in liquidazione.

Così come Sicilia e- servizi è in grado di gestire software ma non svilupparli perché non ha personale qualificato per farlo e, secondo la Corte dei Conti, non può effettuare assunzioni. La questione va affrontata equamente, ma nessuno faccia il moralista, soprattutto chi in presenza di fatti gravi di malaffare, sprechi, corruzione, connivenze, è stato in silenzio o persino complice. Apriamo tutti i dibattiti che vogliamo, ma non si pensi che si possa tornare indietro“.