Era attesa per oggi e il commissario dello Stato in Sicilia, Carmelo Aronica come previsto è intervenuto. Non solo sulla manovra correttiva del bilancio della Regione ma anche sul ddl 478 approvato dall’Ars nella seduta dell’1 agosto che disponeva “Benefici in favore dei testimoni di giustizia” e sul ddl n. 475 dal titolo “Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale”.
Nel disegno di legge finanziario sull’assestamento di bilancio il commissario è intervenuto bollando di vizio di incostituzionalità ben 21 articoli della legge (il 6, 8, 17, 22, 23, 47, 48, 49, 50, 51, 60, 61, 62, 63, 64, 65, 68, 69, 73, 74 e 75).

Già nell’incipit dell’impugnativa che si compone di 37 pagine, il commissario dello Stato evidenzia come  “nel provvedimento legislativo” siano “contenute  disposizioni del precedente ddl 670 dal titolo “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2014. Legge di stabilità regionale”. Disposizioni già “oggetto di ricorso dinnanzi alla Corte Costituzionale in data 24 gennaio 2014, e altre già sottoposte al vaglio di codesta Corte con precedenti impugnative, nonché norme delle quali non è quantificato l’ammontare degli oneri ed individuate le relative risorse per farvi fronte non rinvenibili neppure nell’allegata relazione tecnica”.

La censura del commissario arriva in particolare sul discusso provvedimento che riguarda le pensioni dei dipendenti regionali e delle società partecipate o controllate dalla Regione. L’ufficio dello Stato in Sicilia, nel merito dell’articolo 8, rileva come si tratti di reiterazioni di norme già oggetto di contenzioso davanti al Commissario che in precedenti impugnative aveva sottolineato l’illegittimità dei provvedimenti.

Scrive Aronica: “Tutte queste disposizioni hanno costituito oggetto di censure in quanto, come anche l’attuale, non sono mai state accompagnate da una relazione tecnica che illustrasse il numero dei beneficiari, l’ammontare dei benefici, i parametri di riferimento per l’individuazione dei destinatari e precipuamente la proiezione negli anni futuri dei costi posti a carico del bilancio regionale con l’indicazione delle risorse con cui farvi fronte. Poiché dell’attuale previsione legislativa non è fatto alcun cenno nella relazione tecnica predisposta dal Ragioniere generale ed acquisita dallo scrivente, non ci si può esimere dal sottoporre al vaglio di codesta Corte la disposizione in questione per violazione degli articoli 81 e 97 della Costituzione”.

Interviene in materia di pensioni anche nel merito dell’articolo 22 della legge di assestamento di bilancio che dispone un contributo di solidarietà  “fino al 2016” sui “trattamenti pensionistici superiori a 50.000 euro annui erogati dal Fondo Pensioni Sicilia”. La norma è bocciata perché si intravvede nello spirito dell’articolo non un intento solidaristico ma una “natura tributaria”.

Si spiega infatti nell’impugnativa: “Il contributo apparirebbe quindi connotarsi come una decurtazione patrimoniale, seppur limitata nel tempo, del trattamento pensionistico a seguito dell’acquisizione al bilancio regionale del relativo ammontare che presenterebbe tutti i requisiti richiesti dalla giurisprudenza di codesta Corte per caratterizzare il prelievo tributario”.

La mano pesante del commissario arriva anche sull’articolo 17 sulla Gestione degli impianti idrici. In questo caso il commissario sottolinea come la Regione con le disposizioni contenute nella manovra disponga profili di affidamento del servizio difformi alla legislazione nazionale che in tema di ambiente è esclusiva dello Stato. Non solo: “La norma regionale – si legge nell’impugnativa – si pone in contrasto con quanto previsto dalla normativa europea in materia di libera concorrenza, non discriminazione e trasparenza, qualora le amministrazioni  decidessero di gestire, in house, con una propria società, il servizio in difformità delle prescrizioni individuate dalla costante giurisprudenza della Corte di Giustizia europea”.

Giudizio pesante del commissario dello Stato anche sull’articolo 23 della manovra finanziaria che individua un contributo di 235 mila euro a favore dei dipendenti della ex Pirelli di Villafranca Tirrena e quelli di Siracusa. Il giudizio tecnico che dispone la censura dell’articolo riguarda la ‘solita’ omissione nella relazione tecnica sugli oneri finanziari e la disponibilità dei fondi ma il commissario interviene anche con un giudizio per così dire ‘politico’:  “A parte la considerazione che  non riesce facilmente comprensibile per quale ragione il legislatore intervenga dopo circa 18 anni in favore di una categoria di soggetti già beneficiari di misure di sostegno al reddito…” scrive Aronica.

Nella bocciatura degli articoli dal 48 al 51, inoltre, il commissario dello Stato bolla di inammissibilità il previsto finanziamento di enti e associazioni senza che siano assoggettate alle procedure di gara normali da prevedersi nei casi di finanziamento pubblico per specifici progetti. Bocciato anche l’articolo 60 sui “contratti di filiera e di distretto”.

Pesante la bocciatura dell’articolo 65 della manovra ter che stabilisce che “la società partecipata SEUS SCpA – che gestisce il 118 in Sicilia – possa effettuare procedure selettive riservate al personale interno per la copertura di posti  di qualifiche intermedie carenti di organico”.

“Si è in presenza – sostiene il commissario dello Stato – di una selezione riservata in contrasto con l’art. 97 Cost. e con la costante giurisprudenza  di codesta Corte. Peraltro i passaggi interni del personale comporterebbero inevitabilmente aumenti stipendiali per i dipendenti interessati dalla promozione in contrasto con le disposizioni che costituiscono principio di coordinamento della finanza pubblica cui la Regione non può derogare. Anche in questo caso non può non rilevarsi l’assenza di qualsivoglia elemento informativo circa la platea dei destinatari e gli effetti finanziari, nella relazione tecnica sul ddl”.

L’intervento del commissario dello Stato si fa sentire anche in relazione alla previsione del ddl 478 sui benefici ai testimoni di giustizia della possibilità di assunzione nelle amministrazioni pubbliche dei figli degli stessi testimoni.  La norma, secondo il commissario Aronica, “introduce una differenza rispetto alla legge statale di riferimento, in quanto prevede che il godimento delle provvidenze suddette, concernenti l’assunzione presso l’amministrazione regionale, gli enti locali, le aziende sanitarie e gli enti sottoposti a vigilanza e controllo  anche in soprannumero,  nonché la mobilità in caso di preesistente rapporto di lavoro dipendente, possano essere applicati anche al “rispettivo figlio”.