Ieri oltre tremila persone si sono riunte al Foro Italico di Palermo per la preghiera finale del Ramadan. Dopo 30 giorni di digiuno, i fedeli hanno steso i loro tapetti per terra e guidati dall’Imam hanno pregato dall’alba sino alle 10 del giorno.

Mentre il Comune di Palermo approva velocemente il bilancio per far sfilare santa Rosalia per le strade della città, alla comunità islamica non viene offerta nessuna assistenza. Questo potrebbe essere il sunto della lunga chiacchierata avuta con Zaher Darwish della Cgil immigrati di Palermo.

“Neanche l’acqua ai numerosi fedeli provenienti da tutta Palermo e provincia è stata offerta dal Comune. Palazzo delle Aquile – dice Zaher Darwish – anche quest’anno non ha predisposto nulla per facilitare la comunità islamica. La mia denuncia già è stata fatta l’anno scorso entrando in polemica con l’assessore Raul Russo, speravo che quest’anno le cose sarebbero andate diversamente. Tra un paio di mesi ci sarà un’altra preghiera collettiva: la Festa del sacrificio. Quali servizi il comune predisporrà per garantire che questi cittadini possano svolgere i propri riti religiosi con certezza? Il Comune non ha la benché minima idea e volontà di capire i bisogni della comunità islamica. A Palermo ci sono diversi luoghi che potrebbero essere usati come moschea. Il fatto è che il comune dovrebbe prendere coscienza – continua il sindacalista – che esistono delle altre comunità con esigenze e culti differenti. Dovrebbero garantire dei servizi a prescindere dalle celebrazioni come quella di ieri. Chi amministra una città deve conoscere i bisogni dei cittadini. Nessun telone ha coperto questi poveri fedeli dal sole cocente.

Non esiste una moschea a Palermo abbastanza capiente per i fedeli. Quella esistente è uno sfregio alle regole di democrazia ed è affidata al consolato tunisino. Immaginate in Italia una chiesa affidata allo Stato? È quasi sempre chiusa ed apre solo il venerdì. Tra l’altro nel mese del Ramadan l’Imam non c’era.

Noi tra le mille richieste – conclude Darwish – fatte al Comune abbiamo chiesto come Arca e Cgil immigrati l’affidazione di questa moschea. Noi siamo a disposizione dell’ente per riuscire a trovare delle soluzioni immediate”.