Salvatore Cardinale non ha dubbi: come per Riccardo Savona, “che non è iscritto al movimento dei Drs di cui io sono presidente onorario”, estenderà l’invito ad un pacata riflessione anche a Giuseppe Picciolo. La questione morale quindi scoppia nel gruppo dei Democratici riformisti dopo le dichiarazioni del presidente della commissione spending review costretto alle dimissioni dal gruppo per le polemiche scoppiate dopo la sua “cacciata” dall’assise regionale del movimento sabato scorso da parte del presidente Crocetta.

Savona ha parlato del codice deontologico del Movimento a cui, secondo le sue accuse, altri esponenti non si adeguerebbero e cita due casi: lo scandalo delle ‘promozioni facili’ al Comune di Catania e un parlamentare imputato per simulazione di reato e calunnia aggravata. Quest’ultimo caso riguarda il capogruppo dei Drs, Giuseppe Picciolo sotto processo a Messina – come scriviamo in questo articolo – perché considerato dagli inquirenti l’estensore di lettere anonime e denigratorie nei confronti di un ex assessore comunale di Messina, Antonio Catalioto e dell’ex presidente di Messinambiente, Nino Dalmazio.

“Non ne avevo mai sentito parlare” dice Cardinale a BlogSicilia ma dopo precisa: “Picciolo ha sottoscritto l’iscrizione accettando il codice etico e poi mi ha mandato una mail che non ho letto nel merito della questione dando per buono che l’adesione al nostro codice deontologico non comportasse per lui alcun problema”.

“Abbiamo un codice deontologico che prevede gradazioni di misure a seconda dei reati ipotizzati o dello stadio delle indagini o dei processi. Glielo dico perché ho fatto il segretario regionale della Margherita e il codice etico l’ho voluto in quella formazione moltissimi anni fa. Non è stato scritto certamente per Savona. Anzi fa parte dell’atto costitutivo del movimento dei Drs ed è stato presentato proprio a Messina”.

E nel caso di Picciolo? E’ facilmente riscontrabile visto che il processo è un atto pubblico? 

“La verifica da fare è relativa alla gravità del reato, di un’eventuale condanna o del rinvio a  giudizio. Bisognerà vedere per la fattispecie che riguarda Picciolo, se è in essere come dice, cosa prevede il nostro codice etico. Non glielo so dire così su due piedi. D’altronde io sono il presidente onorario dei Drs, faccio il pensionato con grande gioia. Se Picciolo incappa in uno degli elementi che prevedono la sospensione dal movimento, varrà per lui quello che ho consigliato a Savona. Autosospensione o sospensione, si vedrà”.

Ma da Picciolo non si aspettava, visto che dice di non sapere nulla della storia, che lo comunicasse ai Drs?

“Io non faccio il giudice degli altri. Consiglierò al capogruppo di fare quello che ho fatto io. Qualche anno fa, indicato di coordinare i Popolari, proposto da Fioroni, ho fatto un passo indietro quando sono stato sentito nell’ambito di un’indagine siciliana. La mia era solo un’indagine finita completamente nel nulla. Ho offerto com’era giusto la massima collaborazione ai magistrati, ho dato comunicazione personalmente ai giornali dell’inchiesta Il cpdicee ho rinunciato ad un incarico prestigioso a cui tenevo”.

Ad una verifica più attenta del codice etico dei Drs, Cardinale poi precisa: “Come le ho già detto nel nostro codice deontologico sono previste gradazioni di reato. Consultato il segretario organizzativo del movimento che è un avvocato, il reato di cui è accusato Picciolo non rientra fra quelli che destano un allarme sociale e politico che imponga la sospensione dalle cariche. Interverrebbe una simile misura solo nel caso di sentenza passata in giudicato”. 

edd