La resa dei conti nel Pd non ci sarà, almeno non per oggi. E’ stata, infatti, rinviata a data da destinarsi la direzione regionale del Pd che era stata convocata ieri sera dopo l’annuncio di Crocetta che da lì a poco avrebbe nominato la nuova giuntas come in realtà ha fatto a tarda ora.

La sequenza della convulsa serata, dopo l’annuncio, comincia con il comunicato del segretario regionale del Pd, Fausto Raciti che arriva nelle mail delle redazioni alle 22.14. Quando già il giovane capo del partito siciliano si era espresso sul tema del rimpasto che ieri sera all’improvviso è stato annunciato come imminente con le indiscrezioni su una riunione di giunta che avrebbe dovuto tenersi a stretto giro già nella serata di ieri. Raciti, con un tempismo in apparenza distorto, nel comunicato annuncia che oggi  “il Pd farà i nomi della sua delegazione per il nuovo governo alla Direzione regionale”. Ma le decisioni del governatore erano già state assunte con un accordo diretto fra il presidente Crocetta e la segreteria nazionale del Pd.

E’ stato nella giornata di domenica che è stata impressa una svolta: Davide Faraone ha portato a casa la candidatura per le europee di Giusi Nicolini e contemporaneamente in collegamento con la segreteria nazionale offriva al presidente Crocetta il via libera alla formazione della giunta con l’indicazione di un nome ‘esterno’, Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto che nel nuovo governo Crocetta che assumerà la delega all’Energia.

Un’ora e mezzo abbondante dopo il comunicato di Raciti, Crocetta invia il suo e snocciola i nomi del suo governo bis: oltre a Calleri, il presidente riconferma Lucia Borsellino, Linda Vancheri e Nelli Scilabra, indicando per quest’ultima l’appartenenza al Pd. E su questo c’è da giurarci in direzione regionale le contestazioni saranno forti perché i Dem non avevano alcuna intenzione di sponsorizzare l’assessore. Nella squadra in quota renziani del Pd ci sarà anche l’avvocato Giuseppe Bruno a cui potrebbe andare all’economia che si contende con un’altra delle new entry  del Pd l’avvocato Roberto Agnello, esperto di bilancio, che ha lavorato presso il Ministero della Salute; confermata anche Mariarita Sgarlata anche lei in rappresentanza del partito democratico; in quota Udc sono stati designati Nico Torrisi , presidente di Federalberghi, catanese e l’assessore Patrizia Valenti. Per lei si profilerebbe il ruolo di vicepresidente. Un incarico che avrebbe convinto l’Udc a rinunciare alla terza poltrona in giunta. Confermata la new entry di Antonio Fiumefreddo, ex  sovrintendente del Teatro Bellini di Catania, in quota Drs che dovrebbe prendere la delega ai Beni culturali. Per articolo 4 assessore sarà l’avvocato siracusano Paolo Ezechia Reale, riconfermata infine in quota Megafono l’uscente Michela Stancheris.

“Da questo momento – scrive Crocetta –  le deleghe sono politicamente azzerate, verranno discusse insieme ai partiti sulla base dell’utilizzo ottimale delle loro competenze e professionalità. La mia – continua il presidente – non è una decisione autoreferenziale, ma vuole essere in sintonia con la società, la politica e i partiti che spero non creino più ulteriori spettacoli perchè la Sicilia ha bisogno di decisioni e anche in tempi rapidi”.

Prima Crocetta nel testo della nota aveva confermato “la stima nei confronti del mio partito e ribadendo di essere un dirigente del Partito Democratico, su impulso del componente della segreteria nazionale, Davide Faraone; sentiti tutti i partiti, ho colto le esigenze programmatiche che vengono dalla società, dai lavoratori, dal mondo degli imprenditori, guardando prima di ogni cosa ai giovani, ai disoccupati, ai deboli che rischiano di essere schiacciati dalla crisi”.

Una corsa in avanti, concordata con un pezzo del Pd, il deputato Davide Faraone delegato da Renzi ad occuparsi della crisi siciliana, che mette di fatto in discussione la leadership del segretario Raciti, appena eletto e che durante l’assemblea regionale di insediamento aveva espresso una linea dura del partito contro l’ipotesi di candidatura di Giuseppe Lumia alle elezioni europee. Una mossa che aveva scatenato già due settimane fa la reazione del presidente Crocetta e che infine ha ottenuto questo epilogo.

Oggi la direzione regionale ci sarà. Rigorosamente a porte chiuse per discutere di candidature europee e di rimpasto. Ma i margini di manovra del segretario sono strettissimi ormai se non una pubblica denuncia del mancato rispetto dei patti. O una pubblica accusa nei confronti del governatore e con lui della segreteria nazionale Pd.