Dopo il crollo di un edificio in via Pistone, nel cuore di San Berillo Vecchio a Catania, nel quartiere c’è apprensione perché sono tante le strutture fatiscenti. Domenica prossima se ne parlerà in via Opificio in un’ assemblea, indetta dalla Casa di Quartiere “Comefa” , a cui parteciperanno gli abitanti del quartiere, associazioni, giuristi e tecnici urbanisti. Il tema, ovviamente, sono le soluzioni da individuare nell’immediato sulla questione abitativa e sulla questione della messa in sicurezza degli immobili.

Il crollo dello scorso 16 fortunatamente non ha provocato vittime ed il Comune e la protezione civile si sono mossi, necessariamente, con un ordinanza sindacale chiudendo tutte le vie di accesso del quadrilatero delimitato da via Pistone, via Reggio via delle Finanze e parte dei marciapiedi di via Di Prima per non permettere il transito alle persone e contemporaneamente operare la demolizione dei muri a rischio crollo.

L’ordinanza, inoltre, proibisce l’accesso alle case, le cui porte sono state saldate. Un gruppo di 15 senegalesi con regolare contratto di affitto è stato sfollato perché anche la loro dimora è a rischio crollo. Il quartiere è ferito, la chiusura, necessaria, delle strade ha svuotato di vita San Berillo.

Il Comitato Cittadini Attivi San Berillo fa un parallelismo con la chiusura del centro storico de L’Aquila, “ma con la differenza che li, il terremoto è stato l’artefice del crollo con buona responsabilità dell’incuria dell’uomo, qui è stata l’indifferenza delle amministrazioni passate e presenti e dei proprietari che forse hanno voluto che si arrivasse ad una tale situazioni per poter operare con le mani libere e procedere ad un nuovo sventramento che ricorda tristemente quello del 1957”.

Nella nota si spiga infatti che a San Berillo, ricadendo nella zona “A” del centro Storico, non è possibile demolire palazzi e case, “ma dal momento che la demolizione è avvenuta per “Cause naturali” e in situazione di rischio crollo si fa un gran regalo agli immobiliaristi che vorranno costruire sulle macerie godendo anche di premi di cubatura. Vi immaginate palazzi di 5/6 piani in pieno Centro Storico di indubbio gusto modernista?”

Il Comitato sta monitorando la situazione, ha chiesto di partecipare ai tavoli tecnici in Prefettura e un incontro con la Soprintendenza dei Beni Culturali sollecitando quest’ultima ad attivarsi visto il pregio storico architettonico degli immobili messo gravemente a rischio.

Ieri il sindaco Enzo Bianco ha effettuato un sopralluogo a San Berillo ed ha affermato che “il primo obiettivo è mettere in sicurezza l’area e sono parecchie, oltre a quella crollata, le costruzioni fatiscenti che potrebbero aver subito danni per le recenti piogge”.

Secondo il primo cittadino “è indispensabile avviare un’ immediata ricognizione degli edifici da parte dei tecnici dell’Ufficio pubblica incolumità del Comune di Catania”. Per questa azione è stato chiesto anche l’intervento dei Vigili del fuoco.