La riunione di oggi al Nazareno sancisce un principio: che il governatore della Regione siciliana, Rosario Crocetta deve riconoscere il ruolo  del Partito democratico siciliano. Lo ha detto con nettezza il vicesegretario nazionale del partito democratico, Lorenzo Guerini incontrando oggi alla sede del Pd il governatore Rosario Crocetta insieme al segretario regionale, Fausto Raciti e al componente della segreteria, Davide Faraone.

Un messaggio diretto per non imbastardire la discussione e relegarla esclusivamente al dibattito sul rimpasto e sul Crocetta ter inserendo in giunta un assessore cuperliano. No, la questione – ha spiegato Guerini che rappresenta il segretario Matteo Renzi – è che un presidente di Regione del Partito democratico deve riconoscere il ruolo interlocutorio e di condivisione di programmi e progetti con il partito che rappresenta l’azionista di maggioranza di un blocco parlamentare che ha mostrato crescenti segni di insoddisfazione sfociati in aperte contestazioni al governo che dovrebbe sostenere in aula.

A scriverla così, potrebbe sembrare anche una sana dialettica democratica ma i fatti che hanno portato in un anno e mezzo di governo Crocetta alla crescente disaffezione del Pd verso la giunta regionale, prima e seconda versione, hanno avuto strascichi pesanti sfociati nella pubblica ‘malafigura’ della direzione nazionale del partito in cui venivano annunciate le candidature alle elezioni europee e che si è trasformata in una seduta di psicodramma siculo.

Il punto però sembra essere chiaro ed a interpretarlo lancia forse un segnale ultimativo a Crocetta. La segreteria nazionale lo ha stabilito: Crocetta dialoghi con il Pd siciliano. Non singole correnti, non singoli esponenti di area del partito democratico ma con l’intera segreteria.

D’altronde in questi giorni, anche chi nel Pd aveva sostenuto il rimpasto e il secondo corso dell’esecutivo Crocetta ha fatto pubblica ammenda: a partire da Davide Faraone (presente all’incontro di questa mattina, ndr) che in giunta ‘porta’ l’assessore agli enti locali, Giuseppe Bruno per continuare con l’ex segretario Giuseppe Lupo che sostiene l’assessore Agnello all’economia e che nei giorni scorsi, a Palermo, nel corso del vertice fra i dirigenti Dem ha sostenuto la linea della segreteria Raciti. Per non parlare delle pubbliche accuse di Confindustria Sicilia che mantiene in giunta l’assessore Linda Vancheri.

Il prosieguo del dibattito sarà dunque spostato a Palermo. E il messaggio che la segreteria lancia è la legittimazione del Pd regionale nell’interlocuzione con il capo del governo. Cosa accadrà adesso: il segretario Raciti all’inizio della prossima settimana convocherà la direzione del partito siciliano allargata a tutta la segreteria regionale per stilare un documento condiviso sui programmi di governo. Sulla base della condivisione dei contenuti si avvierà anche il discorso su un eventuale terzo rimpasto della giunta in cui – approvato il documento che di fatto è un nuovo programma di governo sui temi dell’acqua pubblica, dell’energia, della formazione professionale, dello sviluppo economico in assenza di risorse sempre più risicate – il partito democratico indicherà gli eventuali nuovi componenti.

Fin qui le linee guida: sull’esecutività del percorso e sulla condivisione del programma, beh è tutta un’altra storia.