Hanno celebrato la morte del diritto allo studio gli studenti dell’Università di Palermo in sit-in davanti alla sede dell’Ersu. Protestano perché sono 2500 i vincitori di borse di studio e 600 gli idonei ma soltanto in 1000 hanno ricevuto i contributi attesi a luglio. Soldi bloccati da un vortice di ritardi e malaburocrazia che gli studenti della Run (Rete universitaria nazionale) imputano alla Regione Siciliana e in particolare all’assessorato all’Istruzione guidato da Nelli Scilabra, fino a pochi mesi fa rappresentante degli studenti al Senatore accademico dell’Ateneo Palermitano.

Nel pomeriggio è prevista una conferenza stampa convocata d’urgenza dal commissario straordinario dell’Ersu Giuseppe Amodei. Un incontro per fare chiarezza sui tempi di pagamento delle borse di studio.

In un Paese in crisi neanche questo è più garantito. Dalla scuola dell’infanzia fino all’Università la formazione italiana è in piena crisi. Celebrano i funerali del diritto allo studio, messo in discussione e leso – gli studenti dell’Ateneo palermitano che a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno accademico devono constatare l’inesistenza di misure a sostegno dei giovani che vogliono costruirsi un futuro a partire dai libri.

Gli studenti hanno provocatoriamente affisso già ieri per la città i necrologi che annunciano la morte del diritto allo studio. Basta fornire qualche dato per rendersi conto degli innumerevoli disagi per gli studenti che attendono i pagamenti da parte dell’Ersu.

Sono tanti, ben 2.500 vincitori di borsa di studio e circa 6 mila idonei. Al momento, L’Ersu ha proceduto al pagamento dell’ultima rata della borsa di studio soltanto per 1.000 iscritti di anni successivi al primo. Tutti gli altri aspettano.

Un ritardo che gli studenti ritengono non giustificato, a motivo dei trasferimenti del Miur alla Regione siciliana.
Salvatore Iacono, esponente Run e rappresentante degli studenti al Csu, parla di “inevitabile protesta contro un Ente che non svolge più da tempo le sue funzioni” e racconta che i fondi ci sono ma non vengono utilizzati.

Nel 2012 il MIUR ha comunicato di aver assegnato agli Ersu siciliani un bonus per merito, che ha portato il fondo integrativo statale per il diritto allo studio, spettante alla Regione siciliana, da 9,7 milioni di euro del 2011 a 24 milioni dell’anno successivo. Risorse preziose che avrebbero permesso – almeno così erano stati rassicurati gli studenti – di pagare tutte le borse di studio.

Si sono però verificati i consueti ritardi. Lo stesso Iacono ha così inviato a luglio 2013 una richiesta di chiarimenti al Miur, che lo ha informato di aver provveduto al trasferimento di 9 milioni di euro nel dicembre 2012 e della restante parte del fondo nel luglio 2013. Intanto, a maggio di quest’anno, l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale Scilabra con apposito decreto metteva nero su bianco indicando la ripartizione dei fondi tra gli Ersu dell’Isola.

“Nonostante i soldi siano arrivati e ne abbiamo le prove documentali, – puntualizza Iacono – le borse di studio non sono state pagate. Non me capiamo il motivo. Sappiamo che le risorse sono già arrivate alla Regione Siciliana ma sono stati a lungo bloccati all’assessorato all’Istruzione e alla Formazione”. Gli studenti non hanno quindi dubbi in merito ai responsabili di un simile stato di cose. A partire dall’assessore Scilabra che soltanto dopo 5 mesi dall’arrivo dei fondi ha disposto il trasferimento degli stessi nelle casse dell’Ersu, dove non sono ancora arrivati. Le stesse casse che aspettano ancora i soldi derivanti dalla tassa regionale per il diritto allo studio, non trasferiti dal rettore Roberto Lagalla. E poi, c’è il commissario straordinario dell’Ersu ritenuto incapace di mettere in atto azioni risolutive.

Ma c’è di più perché le premesse per il futuro non fanno ben sperare gli studenti. Un recente provvedimento dell’Ersu determinerà un aumento dell’importo dei tesserini mensa per il prossimo anno accademico. Salvatore Iacono aggiunge qualche altro dettaglio utile a ricostruire un quadro di certo poco rassicurante.

“Quest’anno, per la prima volta, l’Ersu non è stato in grado di mettere a disposizione il posto letto provvisorio a quanti avendo fatto domanda per ottenere il beneficio sono in attesa della graduatoria, la cui pubblicazione avviene a metà ottobre”. Risultato: molti studenti, per non perdere le lezioni, hanno dovuto prendere in affitto una stanza, sobbarcandosi spese che le loro famiglie sempre più frequentemente non possono sostenere.

La rete universitaria ha chiesto spiegazioni all’Ersu. La risposta, del tutto parziale, è arrivata all’account mail di Iacono: un riepilogo dei pagamenti già fatti. E per il futuro? Nessuna risposta ancora. Quando gli studenti potranno avere il sostegno economico di cui necessitano? Gli universitari sperano di scoprirlo al più presto.