Il divo hollywoodiano socialmente impegnato e il sindaco meno antidivo del mondo. Entrambi però ‘grigi’ e fieramente pro Tibet. Richard Gere e il sindaco di Messina, Renato Accorinti si incontrano a Taormina ovviamente per discutere della questione tibetana, quella che il primo cittadino peloritano porta ogni giorno come vessillo nella t-shirt, ormai istituzione, ‘Free Tibet’.

“Con lui, Richard, voglio cercare di rafforzare – ha detto Accorinti- questa lotta per fare prendere coscienza sempre a più persone di capire l’importanza di questi popoli straordinari”.

Il sindaco pacifista ricorda le proprie battaglie sociali iniziate più di 40 anni fa, ma ritiene quella del Tibet una tra le più importanti: “Da quando sono sindaco indosso solo magliette con la scritta ‘Free Tibet’. Stare accanto Ai diritti calpestati come quelli delle popolazioni asiatiche credo sia il minimo, noi che abbiamo la fortuna di vivere nella pace. Questo popolo ci offre opportunità di riflessione, stargli accanto è un dovere”.

Accorinti ha trascorso con il Dalai Lama una settimana in monastero, nella sua stanza. “Un’esperienza che mi ha riempito il cuore di gioia” e che è servita anche ha strappare al leader religioso un impegno: “Mi ha promesso pubblicamente quando negli scorsi mesi l’ho incontrato a Roma che verrà a Messina e questa è una cosa straordinaria. A Richard Gere chiederò di venire quando il Dalai Lama verrà. Era il 16 maggio del 1996 quando a Palermo, entrambi erano lì e speriamo di replicare questo evento a Messina”.

Se la pace è uno dei temi più cari al Dalai Lama, l’emergenza immigrazione scaturita anche dalle tante guerre rientra certamente fra le prerogative di quanti, come Accorinti e Richard Gere, seguono la filosofia rispondendo ai cronisti, ha parlato anche della più importante autorità religiosa del Tibet.

Noi abbiamo diritto ad andare in qualsiasi parte della Terra – spiega il sindaco di Messina – e noi siciliani che siamo andati in tutto il mondo che siamo un intreccio di culture dobbiamo cercare di accogliere i migranti. Per me il permesso di soggiorno è un crimine. Quando chi come noi si trova in una condizione migliore deve aiutare chi come loro ha condizioni economiche peggiori”.

Sulla questione è intervenuto lo stesso Richard Gere che incalzato dai giornalisti ha detto la sua sull’immigrazione, spronando anche il suo Paese, gli Usa.

“E’ un problema che va affrontato dal punto di vista morale – dice Gere – e chi possiede di più deve essere pronto. So che l’Italia è molto presente e che l’Unione Europea si è sensibilizzata cercando di fare di più. Credo che anche gli Stati Uniti dovrebbero essere coinvolti in tutti questo, ma bisogna affrontarne le cause. Se la situazione in Medio Oriente si risolvesse, forse molte cose si risolverebbero. Per questo le responsabilità devono essere condivise”.

Renato e Richard per ora si vedranno a Taormina in attesa del grande ritorno nella città dello Stretto alla presenza del Dalai Lama.