Francesco Andriotta piange. Lo fa al processo sulla strage di via d’Amelio, in corso davanti la corte d’Assise del Tribunale di Caltanissetta. “Voglio i funzionari di polizia insieme a me come imputati. Ricorrero’ alla Corte Europea di Strasburgo per quello che mi hanno fatto, chiedo pieta’ e perdono allo Stato italiano e a quelle persone che ho fatto ingiustamente condannare”.

Andriotta, imputato al “Borsellino quater” per calunnia, ha ammesso di essersi inventato tutto perche’ minacciato dalla polizia e perche’ in cambio avrebbe riacquistato la liberta’, dopo una condanna all’ergastolo.

“Provo rabbia e vergogna per quello che mi hanno fatto fare”, ha detto con la voce rotta dalle lacrime. Si sfoga, durante la sua deposizione, con i pubblici ministeri di Caltanissetta che da ieri lo stanno interrogando.