Il giallo della firma che va e viene. E’ l’ennesimo colpa di scena di un pomeriggio da incubo per la mozione di sfiducia che il Movimento 5 Stelle e la Lista Musumeci avevano presentato questa mattina all’Assemblea Regionale Siciliana. Il limite per presentare del firme per la presentazione della sfiducia è fissato a diciotto deputati.

Diciotto, appunto, le firme necessarie per depositare la mozione che è stata caricata nel sistema intranet dell’Ars in attesa della formalizzazione attraverso il deposito delle firme autenticate.

La mozione di sfiducia che grillini e Musumeci stanno per presentare “non mi fa paura, ma è un atto immotivato che farebbe passare un messaggio destabilizzante. Se questo governo cade a chi la raccontiamo la storia che la Sicilia è diventata una regione affidabile”. Dichiarava il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, in un’intervista al Giornale di Sicilia.

A cose fatte improvvisamente le firme si scoprono essere solo 17, una in meno del minimo necessario per presentare la mozione e porterla discutere.

“Non ne sapevo nulla – dice  il deputato regionale Pippo Currenti, messinese alla sua terza legislatura, deputato del gruppo lista Musumeci, che aveva deciso di appoggiare la mozione. L’ho letto sui siti d’informazione stamattina, ma non ne ero al corrente – continua – Se mi avessero informato avrei detto chiaramente che sono contrario”.

Una posizione che coglie di sorpresa soprattutto i suoi compagni di gruppo per i quali si tratta di una doccia fredda, visto che dell’argomento si discute pubblicamente da giorni se non settimane. Ma Currenti nega di aver dato la propria disponibilità”.

“Il capogruppo dei Cinquestelle, Giancarlo Cancelleri, inanella oggi l’ennesima figuraccia. Già nei giorni scorsi si è dovuto rimangiare la promessa di rinunciare allo stipendio lauto di parlamentare, costretto a suo dire dalla rete, quindi da input telematici. Oggi invece deposita telematicamente una mozione di sfiducia a Crocetta fasulla perché la firma del deputato Currenti è solo fittizia e per di più viene negata dallo stesso. Siamo davanti ad un illusionista che francamente in un parlamento come il nostro mancava”. Con queste parole Marco Forzese, deputato regionale dei Democratici riformisti per la Sicilia, ironizzava sulla figuraccia dei grillini e della Lista Musumeci.

Ma a salvare capre e cavoli ci ha pensato Marco Falcone, Vicecapogruppo del PdL all’Ars. “Di fronte alla paventata ipotesi di non poter presentare la Mozione di sfiducia per la mancanza del raggiungimento del quorum, non posso assumermi la responsabilità politica di precludere un percorso alternativo a un Governo fallimentare. Nel caso in cui mancasse la diciottesima firma per raggiungere il quorum sarà la mia”. Smentendo di fatto il suo stesso gruppo che ieri aveva bocciato l’ipotesi di sostenere la sfiducia dei grillini e aveva chiesto a Cancelleri di aspettare fino a marzo. Falcone  lo ha assicurato telefonicamente al capogruppo del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri, questo pomeriggio nel corso di una conversazione telefonica.

Intanto il leader delle opposizioni Nello Musumeci parla di 19 deputati che avrebbero apposto la loro firma sulla mozione di sfiducia.Se dovessi parlare delle adesioni morali e delle telefonate che ho ricevuto saremmo almeno 52“.

“Ci spiace che si sia dissociato – dice Musumeci – ma credo sia una questione di metodo più che di merito, visto che nei giorni scorsi ha subito un grave lutto familiare, non ha potuto prendere parte alle riunioni del gruppo, e forse per eccessiva delicatezza non era stato nemmeno avvertito”. Questa iniziativa, aggiunge, “servirà a fare chiarezza nella geografia politica regionale, sapremo nelle prossime ore chi è davvero nella maggioranza e chi nell’opposizione, chi e’ disposto ad andare a casa e chi vuole solo alzare il prezzo della contrattazione”.

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