“Portare velocemente a compimento l’iter del disegno di legge pagamenti, senza ulteriori tentennamenti, e dare quella attesa boccata d’ossigeno alle imprese ed all’economia siciliana”.

Lo dice a BlogSicilia Nino Salerno, vice Presidente di Confindustria Sicilia che esprime la posizione degli industriali siciliani in assenza del presidente Antonello Montante.

“All’assemblea regionale siciliana – dice Salerno – chiediamo di fare presto e dare un segnale di attenzione e una iniezione di fiducia all’intero mondo produttivo. da tempo si attende lo sblocco di queste somme. Finalmente la norma arriva all’analisi dell’Ars con un via libera sostanziale della Commissione bilancio e con pochi sub emendamenti. e’ l’occasione giusta per concludere questa vicenda”.

L’Ars tratterà il ddl 500/A, noto come sblocca pagamenti, a partire dalle sedici. Sono solo una decina i sub emendamenti presentati e vanno a modificare le norme emanate dalla Commissione bilancio. Nulla di particolarmente complesso e lungo. La stessa commissione ha anche abbassato il tetto massimo del tasso di interesse praticabile al mutuo che la regione sottoscriverà.

Resta il problema delle coperture. Nelle scorse settimane Antonello Montante, pur considerando il ddl pagamenti indispensabile, aveva lanciato l’allarme sul rischio che il mutuo regionale paralizzasse l’economia isolana bloccando la tassazione al massimo dopo il 2015. lo stesso Montante aveva proposto di coprire le rate del mutuo, dopo il 2015, con i risparmi nel settore sanitario ed altri tagli alla macchina regionale ed evitare questo colpo mortale per l’economia siciliana. Adesso il decreto Irpef del governo Renzi, però, taglia ancora e Crocetta pensa coprire i nuovi tagli ed accantonamenti anticipando al 2014 l’utilizzando proprio gli avanzi di gestione in sanità. Una scelta che potrebbe far saltare il progetto di Montante e rischia di lasciare le addizionali regionali ai massimi livellia nche dopo il 2015.

“Posso solo dire che se il governo ha deciso di procedere in questo senso devo pensare che abbia fatto bene i conti e dunque il decreto Irpef non inciderà sulle regioni fino a questo punto – commenta Salerno – occorre una corretta valutazione delle risorse da parte di tutti i soggetti impegnati in questa attività per far fronte ad esigenze assolutamente irrinunciabili”.

Per Salerno e per gli industriali, la norma pagamenti è e resta comunque indispensabile “Non è pensabile che la pubblica amministrazione non paghi i suoi debiti. Non si tratta di dare soldi alle imprese ma di pagare forniture e servizi. E’ denaro che le imprese usano per pagare a loro volta i fornitori, gli impiegati, le tasse”.

“Quale impresa – conclude Salerno – investirebbe in una Regione se questa non paga i suoi fornitori? Se vogliamo ingenerare in nuovo  circuito produttivo, far circolare denaro e agganciare la ripresa questi sono provvedimenti ineludibili ed urgenti”