Scuole chiuse o quasi, studenti in piazza da un lato, docenti dall’altro. E’ il giorno della grande protesta della scuola contro la riforma proposta da Renzi. Motivi diversi obiettivo uguale per le due fazioni della protesta.ù

CORTEO IN CORSO A PALERMO

Da un lato i docenti che chiedono la stabilizzazione dei circa 100 mila precari senza incidere sull’impiego di chi ha una cattedra e che vedono nella riforma un colpo mortale all’insegnamento oltre che al loro stesso lavoro. Dall’altro gli studenti che manifesteranno separati e che a Palermo sono rappresentanti da organizzazioni e associazioni di vario livello, da quello universitario fino agli stidenti medi, che si rifanno a posizioni vicine a quelle dei centri sociali.

CORTEO IN CORSO A CATANIA

Le manifestazioni ufficiali sindacali in Sicilia sono due. A Palermo concentramento in piazza Marina alle 9 dove arriveranno docenti e personale della scuola proveniente dalla stessa Palermo e dalle province di Trapani e di Agrigento. La seconda a Catania dove si recheranno, oltre i manifestanti della Sicilia orientale, anche quelli delle province di Caltanissetta ed Enna. La scelta è legata anche alle difficoltà di spostamento che in Sicilia sono segnate dal cedimento del pilone del viadotto Himera sull’autostrada A 19 che ha spezzato in due l’isola.

A Palermo da Piazza Marina partirà il corteo che attraverserà corso Vittorio, via Roma, via Mariano Stabile, via Ruggero Settimo per fermarsi in piazza Verdi, dove sul palco parleranno studenti, precari della scuola e i segretari nazionali dei sindacati organizzatori. A Catania concentramento, sempre alle 9, in piazza Europa e corteo che attraverserà Corso Italia fermandosi a piazza Roma, dove parlerà il segretario della Flc Sicilia, Giusto Scozzaro e i segretari nazionali delle altre sigle.

Proprio a Piazza Verdi, invece, si concentreranno gli studenti che tendono a differenziarsi in questo modo ma i le due manifestazioni si riuniranno in centro al momento del comizio anche se le iniziative dei ragazzi potrebbero essere di altra natura visti i precedenti fatti di lanci di uova o di immondizia racolta per la città e portata in Comune in segno di protesta. Ma oggi si protesta contro la riforma della scuola e forse dieventi del genere non ce ne saranno: forse!