L’acqua come bene comune e patrimonio da tutelare”. Con questa frase, riportata al comma 1 del primo articolo, si apre il ddl dal titolo “disciplina in materia di risorse idriche” presentato dal governo regionale inerente allo spinoso tema dell’acqua pubblica. Una norma tanto importante da richiedere continui perfezionamenti e dibattiti, come quello consumatosi a Palazzo dei Normanni e promosso dal Movimento 5 Stelle.

I punti sul quale battere secondo la maggior parte delle forze politiche rappresentate all’Ars sarebbero la fruizione del servizio idrico su tutto il territorio siciliano e il controllo sulla regolare distribuzione e osservanza delle norme igieniche della rete idrica.

“Questa legge può assolutamente essere perfezionata – ha ammesso il capogruppo dei grillini all’Ars, Giancarlo Cancelleri -. Puntiamo essenzialmente a far rispettare i diritti base di ogni cittadino, ossia 50 litri d’acqua al giorno per ognuno, e una rete idrica che funzioni in tutto il territorio. Ancora oggi ci sono luoghi dove l’acqua arriva solo sporadicamente o risulta imbevibile per le precarie condizioni igieniche”.

Presente all’incontro anche il dottor Riccardo Petrella, uno dei più illustri esperti mondiali in tema di acqua pubblica, nonché promotore del Comitato internazionale per il contratto mondiale sull’acqua e redattore del Manifesto dell’acqua, in cui furono inserite nel 1998 gli assiomi dei diritti dell’uomo sull’acqua.

Si tratta di un diritto indissolubile – ha dichiarato stamani -, questa legge mi sembra un buon viatico, ma può essere fatto molto di più per assicurare un adeguato approvvigionamento idrico a tutti i cittadini”.