Con una nota inviata ai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Uiltucs, Fisascat, Filcams e alla Direzione provinciale del Lavoro, il Gruppo Randazzo ha oggi comunicato l’avvio della procedura di licenziamento di 40 dipendenti. Nella fattispecie si tratta di 20 addetti alle attività di staff e di 20 addetti alla vendita.

Personale eccedente per l’azienda “che – come riporta la nota – in relazione alla contrazione del fatturato ha deciso di dotarsi di funzioni di staff più snelle in grado di sviluppare processi di lavoro più semplici e veloci. Nel corso del 2013/2014 – scrive ancora il legale rappresentante del Gruppo – stiamo cogliendo i benefici connessi al cambio di sistema informativo, che ha automatizzato molte fasi del processo di gestione delle attività di negozio di fatto riducendo le esigenze di personale”.

Gli stessi motivi che hanno condotto alla chiusura del punto vendita dell’aeroporto di Palermo.

Il 10 giugno prossimo scadranno gli ammortizzatori sociali partiti nel giugno 2012.

I lavoratori, in pratica, andranno in mobilità. Il Gruppo Randazzo ha proposto alle organizzazioni sindacali un incontro fissato dallo stesso in data 7 aprile.

Mentre il Gruppo Randazzo annuncia 40 esuberi, chiude anche l’Antica pasticceria Mazzara di Palermo che licenzia 32 dipendenti. Due vertenze che hanno messo in allarme la Uiltucs guidata in Sicilia da Marianna Flauto: “Sulla vertenza Randazzo – dice la sindacalista – siamo contrari a soluzioni estreme quale quella del licenziamento. Siamo al lavoro per trovare una soluzione per tutti lavoratori. Sarà nostra cura valutare i dati anagrafici e la situazione del personale, in modo tale che se dovessimo trovare un accordo non potrà che passare dalla possibilità di accedere volontariamente alla mobilità o dai criteri che prevedono l’accesso alla mobilità per quei lavoratori prossimi ad acquisire i requisiti pensionistici. È ovvio che chiederemo all’azienda di intervenire con un incentivo a copertura delle indennità. Se con questi due criteri, cioè mobilità volontaria e per i lavoratori prossimi alla pensione, non dovessimo risolvere il nodo degli esuberi, lavoreremo sulla proposta degli ammortizzatori sociali per garantire i lavoratori. Sulla vertenza Mazzara – conclude Flauto – abbiamo chiesto l’esame congiunto e verificheremo le motivazioni che stanno portando l’azienda ad annunciare la chiusura. Siamo al lavoro per capire se esistono possibilità di scongiurare la cessazione dell’attività utilizzando ad esempio ammortizzatori sociali che abbassino il costo del lavoro.