“Mi dispiace molto per quanto avvenuto. Sicuramente Battiato si rivolgeva, per come lui stesso ha spiegato, al governo precedente. E’ chiaro che si riferiva alla condizione in cui il nostro Paese si era ridotto con il precedente esecutivo. Questo e’ poco ma sicuro”. Così Leo Gullotta commenta la ‘bufera’ che ha investito Franco Battiato, il cantautore-assessore oggi ‘licenziato’ dalla giunta regionale siciliana per le sue affermazioni sul Parlamento italiano.

“Però –  osserva l’attore catanese – da un grande poeta e cantore come lui che per anni ha cantato lo stile, l’eleganza e la poesia e non aveva mai usato questi termini, neppure in alcune sue straordinarie canzoni in cui indicava la bassezza dell’uomo politico alle prese con il potere, l’impatto e’ stato davvero troppo forte. Ci si strabuzza gli occhi di fronte all’eleganza stessa del cantautore. Lui può spiegare, come ha fatto, o fare spallucce”.

Secondo Gullotta “il suo sollevamento dall’incarico da assessore regionale mi sembra un gesto inevitabile per come è avvenuto il fatto e per il periodo confuso, assurdo ed incredibile che stiamo attraversando. Non so se Crocetta sia stato proprio convinto di questo gesto che forse, per come si e’ sviluppata la vicenda, e’ stato, fra virgolette, un po’ forzato. È come se di colpo Papa Francesco – conclude l’attore – che non c’entra nulla come esempio verso Franco Battiato, usasse un linguaggio assolutamente in contrasto con sue parole mai ascoltate da quando si è insediato”.

foto tratta da taorminafilmfest.it