I toni non sono certo distesi all’interno del Megafono. I deputati del gruppo parlamentare ostentano serenità. Si dichiarano comprensivi nei confronti del governatore che con le sue ultime azioni prova a ricucire i rapporti con il Pd, ma di sciogliere il gruppo non vogliono neanche sentirne parlare.

In conferenza stampa sono presenti Antonio Malafarina, Nino Oddo, Giovanni Di Giacinto e Nello Dipasquale, manca soltanto Gianbattista Coltraro. “Se la decisione del presidente Crocetta serve a rasserenare il dialogo con il Pd che ben venga. Nessuno può chiederci però di scioglierci. – Mette subito in chiaro il capogruppo Di Giacinto. – Nessun può comandare in casa d’altri. Noi andiamo avanti come gruppo parlamentare a sostegno del presidente Crocetta”.

Non chiediamo il rimpasto – prosegue Di Giacinto -. Non siamo interessati a reclamare poltrone per noi o per amici dei deputati del Megafono“. “Non abbiamo problemi di assessorati – ha aggiunto -. A noi questo non interessa appoggiamo questo governo e che le riforme che sta portando avanti”.

Quello del Pd è una richiesta assurda. Noi non siamo un Pd2, mai siamo stati iscritti al Partito democratico e on siamo interessati a farlo. Diffidiamo di democratici a chiederci di azzerare il Megafono, che non appartiene al Pd”. A dirlo è stato il deputato regionale siciliano del Megafono all’Assemblea regionale siciliana, Nello Dipasquale, aggiungendo: “Il Megafono è un contenitore creato si’ dal presidente della Regione, ma nato da un insieme di soggetti e movimenti che in campagna elettorale hanno condiviso il progetto di Crocetta e sono stati legittimati dalle urne e dagli elettori”.

Capisco che il Pd possa rivendicare rispetto per proprie regole interne e chiederlo a Crocetta. Mi sembra, invece, incomprendibile e fuori di luogo la pretesa di decidere cosa debba fare il Megafono, che non appartiene solo al presidente Crocetta, ma è un movimento di idee, di persone che vogliono restituire a questa terra dignita’, sviluppo e lavoro. Nessun altro partito o altra forza politica e’ abilitata a decidere del pensiero altrui”.  Il deputato del Megafono, Antonio Malafarina, all’indomani dell’annuncio dell’adesione del governatore Rosario Crocetta al gruppo parlamentare del Pd, rincara la dose.

La richiesta di scioglimento del nostro gruppo – ha proseguito – ci lascia indifferenti. Il Megafono ha rappresentato un valore aggiunto, che ha portato all’elezione al primo turno di Bianco a Catania, da sempre feudo del centrodestra, cosi’ come questa regione, che per la prima volta ha un presidente di sinistra. Lancio allora un appello – ha concluso Malafarina – finiamola con questo continuo teatrino del rimpasto e pensiamo alle cose da fare per rendere la Sicilia una terra in cui si possa finalmente vivere in maniera normale. Bilancio, semplificazione, sviluppo, province, precari sono fatti che non aspettano, questioni a cui dobbiamo dare subito una risposta”.

 Dopo l’introduzione politica per fare il punto sugli ultimi eventi, Malafarina ha annunciato un ddl sulla sburocratizzazione della macchina amministrativa regionale. “Il disegno di legge – spiega Malafariana – servirà a creare un istituto preventivo che faccia riferimento al presidente della Regione che controlli in maniera efficace la macchina amministrativa regionale. Trasparenza pubblicità e controlli che si devono fare all’interno della burocrazia regionale, ma soprattutto informare i cittadini. La pubblica amministrazione si deve modernizzare. E’ un disegno di legge articolato perché c’è un capitolo sulle consulenze. Sinergia con gli albi professionali. La pubblica amministrazione potrà pescare da questi albi in maniera trasparente. C’è anche una previsione di natura istituzionale per evitare parentopoli”.

“Abbiamo presentato una proposta di legge  – aggiunge Nino Oddo – che, per la prima volta, deburocratizza la pubblica amministrazione in Sicilia a costo zero. Puntiamo a rimuovere le resistenze dell’apparato burocratico regionale rispetto ai processi di snellimento e velocizzazione dell’iter amministrativo. Vogliamo abolire i poteri di veto che spesso gli alti funzionari in Sicilia si sono attribuiti in modo abusivo. Già il venir meno di queste pessime pratiche sarebbe una vera rivoluzione che i siciliani si attendono dal governo Crocetta”.

Nel ddl, composto da 20 articoli, si prevede, tra l’altro, la creazione di sportelli unici per le attivita’ produttive, che “finora nonostante le previsioni di legge non hanno trovato applicazione in Sicilia” ha denunciato il deputato del Megafono Malafarina, ma anche una “maggiore trasparenza e rotazione in incarichi e consulenze” con il divieto di affidamento a parenti fino al secondo grado di deputati e figure apicali dell’Assemblea regionale siciliana. “Si prevede anche – spiega Malafarina – la possibilità per gli ordini professionali di redigere degli elenchi, da trasmettere poi agli Enti locali, con i nomi di professioni disponibili ad un rapporto con la pubblica amministrazione”.