Le resistenze corporative ostacolano i tentativi di riforma a del sistema giudiziario in Italia. Il sistema deve essere riorganizzato con la diffusione della cultura e dell’organizzazione”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario alla Corte d’appello di Roma.

Il Guardasigilli ha inoltre ricordato: “Il governo ha messo in campo il più robusto sistema di norme di contrasto alla criminalità organizzata e il più alto numero di detenuti sottoposti a regime dell’articolo 41 bis dalla sua introduzione nel nostro ordinamento giuridico”.

Sempre per la lotta alle mafie Alfano ha aggiunto che questo governo ha anche il record del “più alto numero di provvedimenti ministeriali di riapplicazione” sempre del regime del 41 bis e inoltre “il più basso numero dei provvedimenti di revoca del carcere duro per i condannati di mafia”.
Alfano ha inoltre sottolineato che “l’azione di contrasto alla criminalità organizzata è considerata da questo governo talmente rilevante che si è ritenuto doveroso intervenire con decretazione di urgenza” con il decreto legge numero 10 del 2010 per rimediare ad alcune diverse interpretazioni in materia di competenza per quanto riguarda le ipotesi aggravate dell’associazione di stampo mafioso che oggi vengono assegnate al tribunale.

Sempre per la lotta alla mafia il Guardasigilli ha ricordato l’istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e per la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e il piano straordinario contro le mafie per l’adozione delle leggi antimafia, delle misure di prevenzione e delle certificazioni antimafia.

Per fronteggiare l’emergenza carceri si è dato avvio “a un intervento straordinario senza precedenti nella storia della Repubblica, vista l’entità degli investimenti, 675 milioni di euro, la tempistica della loro esecuzione, nell’arco di un triennio, e la nuova creazione di 9.150 posti, in esecuzione della prima parte del piano”.