Giornata siciliana per il ministro della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini. La visita inizia, a Catania, dal quartiere di Librino e prevede il passaggio in due scuole Angelo Musco (via G. DaVerrazzano 101) e Pestalozzi (Villaggio Sant’Agata zona A). Successivamente il ministro si recherà presso l’Università di Catania dove si svolge l’incontro con il Rettore Giacomo Pignataro, con gli organi di governo e con alcuni rappresentanti del dei dipartimenti.

Nel pomeriggio, a partire dalle ore 15 il ministro Giannini sarà a Zafferana Etnea dove visiterà la scuola Matteo Maglia. Al quotidiano La Sicilia di Catania, la Giannini nel giorno del suo arrivo ha rilasciato un’intervista in cui annuncia l’entità degli interventi di edilizia scolastica che riguarderanno l’Isola:  16 milioni di euro per 43 interventi, di cui 33 già assegnati. E due sogni – scrive il quotidiano – Il primo: «Vorrei che gli insegnanti siciliani possano restare nella loro terra a fare il mestiere più bello del mondo». Il secondo: «Una rete universitaria euromediterranea d’eccellenza con al centro la Sicilia».

Sulla Sicilia si sofferma ancora il ministro a proposito del taglio delle cattedre. Saranno 504 in meno nel prossimo anno scolastico: «La diminuzione è condizionata dal blocco dell’organico di diritto. È la distinzione con l’organico funzionale che da un lato ha bloccato l’ingresso di nuovi assunti, dall’altro ha reso la scuola poco flessibile. Ma io voglio trasformare l’organico funzionale in organico di diritto, facendo svolgere a rotazione a tutti gli insegnanti di ruolo anche mansioni che venivano svolte dai supplenti, tipo il sostegno e le attività extracurriculari, e aprendo a nuovi ingressi. E questa cosa deve funzionare a Trapani come a Udine: un giovane catanese o cosentino che ama la propria terra deve trovare le condizioni di poter restare a fare questo splendido mestiere a casa propria».

E sulle Università e sul calo di iscritti, la Giannini rilancia il tema delle eccellenze: «Una volta a Boston, da delegata Crui, quando l’ambasciatore mi consegnò una richiesta del Mit, che voleva aprire dei rapporti con tre atenei italiane: Pisa, Lecce e Catania. Ciò significa che anche qui ci sono eccellenze riconosciute all’estero. Se in Sicilia, faccio un esempio, decidi di puntare sulla microelettronica, la rendi non solo una terra attrattiva per i giovani non solo italiani, ma un polo euromediterraneo. È un percorso antico, che risale a Eschilo ed Erodoto, di circolazione di idee e di persone. Ed è di un’attualità impressionante, anche guardando alle linee guida dell’Ue».