L’accordo c’è e oggi arriveranno anche i nomi che sanciscono questa ‘spartizione’ di assessori. Almeno è quanto sosteneva ieri sera il Presidente della Regione Rosario Crocetta annunciando, in via del tutto informale, la nascita della giunta regionale per oggi.

Seguendo un copione ampiamente concordato nelle ultime 24 ore l’annuncio è arrivato a tarda ora. un’ora così tarda che in pochi sono riusciti a scriverne. ma questo accordo il cui annuncio era atteso per la serata c’è veramente? A sentire gli uomini del Pd sembrerebbe proprio di no.

E’ proprio il partito di maggioranza relativa, il Pd, ad essersi incartato in un modo che sembra inestricabile fra veti incrociati e soluzioni che non arrivano. dall’interno si punta ad assegnare a Giuseppe Lupo la responsabilità di questo ‘incartamento’. Il suo no all’ingresso in giunta renderebbe le cose difficilI. Ma lui, l’uomo di area dem sempre più vicino ai renziani, disponibilità ad entrare in giunta in realtà non ne ha mai data.

Dunque la situazione si è arenata su due temi: da una parte il no all’ingresso dai capicorrente, dall’altro Crocetta che tornerebbe a indicare Antonio Fiumefreddo come assessore nonostante lui informi di aver declinato l’invito. Fiumefreddo, in realtà, non dovrebbe essere un grande problema, almeno non un problema insormontabile. Sono soprattutto le correnti Pd a dar un pessimo spettacolo continuando a costruire di giorno per demolire di notte, o viceversa.

Per uscire da questa impasse si fa strada una gattopardesca novità: cambiare tutto per non cambiare nulla. Il partito potrebbe chiedere di riconfermare gli equilibri del Crocetta ter forse con qualche piccolo innesto, soprattutto da parte dell’Udc Area popolare e poi non toccare più niente.

Una eventualità che non piace al segretario Raciti preoccupato dell’immagine che fornirebbe all’esterno. E come dargli torto? Che figura sarebbe una crisi di governo durante dieci giorni per poi sostenere che andava bene anche prima?

Oggi, però, in qualche modo da questa situazione bisognerà uscire. la Sicilia è senza governo a dieci giorni e le opposizioni hanno gioco facile nel parlare di Sicilia abbandonata a se stessa