La conoscenza, prima di tutto. Che vada oltre gli stereotipi, le rappresentazioni distorte o superficiali, l’interessata disinformazione su un universo tanto complesso e controverso, quanto vicino: il mondo arabo-islamico. E’ questo il senso della proposta che l’Università di Catania lancia ai propri studenti e a tutti i cittadini, attraverso le attività del nuovo Laboratorio di Ateneo presentato agli organi d’informazione.

Nove incontri, dall’11 novembre prossimo fino al 6 marzo del 2016, con docenti e specialisti di livello nazionale e internazionale, che chiariranno alle studentesse e agli studenti dell’Ateneo alcuni aspetti fondamentali della storia antica e recente, della cultura, delle tradizioni e delle vicende geopolitiche di paesi come Libia, Tunisia, Egitto o Siria, tutt’altro che luoghi esotici, bensì dirimpettai e cointeressati, rispetto a Catania e alla Sicilia.

E che aiuteranno a comprendere, altresì, le differenze e le assonanze religiose, linguistiche e culturali delle popolazioni che abitano l’ampio arco geografico che si trova lungo la costa sud-orientale del Mediterraneo.

In questa operazione sono impegnati alcuni docenti di discipline orientalistiche dell’Università etnea: Marco Moriggi (Filologia semitica), Mirella Cassarino (Lingua e letteratura araba), Laura Bottini (Storia dei Paesi islamici), Nicola Laneri (Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico, coordinatore del laboratorio) insieme ad Antonio Pioletti, docente di Filologia romanza e studioso dei rapporti tra Oriente e Occidente in letteratura.

“Possiamo affermare – ha precisato Pioletti – che questa iniziativa è il proseguimento concreto dell’appello che l’Ateneo ha lanciato nei mesi scorsi in favore di popoli e antichità, esposte mai quanto negli ultimi anni al rischio di guerre, stragi, violenza efferata, migrazioni forzate e, non ultima, criminale distruzione di patrimoni culturali.

“Ma non saranno dissertazioni in stile troppo ‘accademico’ – hanno sottolineato Laneri e Moriggi -: nel corso degli incontri che si terranno nell’auditorium De Carlo del monastero dei Benedettini, verranno forniti agli studenti e ai cittadini interessati utili strumenti di lettura e interpretazione della realtà quotidiana, anche a portata del lettore o del telespettatore medio, spinti a capire meglio e senza pregiudizi cosa accade intorno a noi. Gli studenti potranno, in più, acquisire tre crediti formativi da aggiungere al loro curriculum: ma il vero valore aggiunto è che si tratta di un’offerta formativa trasversale, che arricchisce i futuri specialisti di tutte le discipline, poiché interviene sul profilo culturale e della cittadinanza, intesa come piena conoscenza del mondo e della realtà complessa che ci circonda”.

Oltre ai docenti menzionati, che operano in un quadro formativo di studi orientali attivo a Catania da più di un decennio, il Laboratorio ospiterà studiosi di altri dipartimenti catanesi (Federico Cresti, Daniela Melfa) e alcuni relatori di riconosciuto prestigio internazionale (Biancamaria Scarcia Amoretti, Alessandro Mengozzi, Ibhraim Magdud).

Lo studio del vicino oriente antico e moderno diviene quindi centrale nell’Ateneo, che già promuove scavi archeologici in Turchia, Libia e, in futuro, in Iran, e dove sono attivi scambi culturali con importanti università del bacino centro-orientale del Mediterraneo, come ad esempio, Università di Tel Aviv e Università di Bar-Ilan (Israele) e Università Selcuk e Università Ege (Turchia).
Per iscriversi e frequentare il laboratorio è sufficiente inviare una mail di richiesta all’indirizzo nicolalaneri@hotmail.com, indicando nominativo e i propri riferimenti.