Tra i 9 finalisti del concorso fotografico internazionale Sony World Photography Awards 2014, WPO, sezione professionisti, categoria “Ritrattistica”, c’è il palermitano Valerio Bellone.

“Survivors”, questo il titolo della serie di ritratti presentati in bianco e nero dal fotografo palermitano, vuole dare “riconoscibilità” a chi ancora oggi è costretto a fuggire da guerre, carestie e miseria.
Un lavoro che ruota attorno al tema della migrazione di massa dall’Africa all’Europa, raccontata sempre più spesso in maniera anonima e disumanizzante. Valerio Bellone restituisce, attraverso la fisicità dei volti fotografati, la forza del simbolismo racchiuso in un gesto necessario: la fuga.

“Il 27 settembre 2013, una barca da Misurata, in Libia, è intercettata al largo dell’isola di Lampedusa. A bordo ci sono 183 immigrati, 178 uomini, 4 donne e una bambina. Arrivano da svariati paesi africani: Eritrea, Gambia, Mali, Senegal, Sierra Leone, Somalia e Sudan. Quelli che arrivano vivi in Europa, descrivono la Libia come ‘una terra di nessuno, ognuno ha una pistola, anche i bambini, spesso ti sparano solo per divertirsi’, dove vivono mesi di riduzione in schiavitù, prigionia, tortura e ricatto”.

I vincitori del contest – per l’edizione di quest’anno sono state presentate 139.554 fotografie da 166 paesi – saranno annunciati durante la cerimonia ufficiale che si terrà a Londra il 30 aprile 2014. Le fotografie “scelte” saranno esposte alla galleria londinese Somerset House dall’1 al 18 maggio 2014 ed incluse nel catalogo Sony World Photography Awards 2014. Le fotografie di tutti i finalisti sono visionabili online su www.worldphoto.org.

Valerio Bellone è nato nel capoluogo siciliano nel 1979. Cresce tra Palermo e Milano. Da sempre appassionato alla fotografia, nel 2002 vince una borsa di studio che gli permette di entrare allo IED, l’Istituto Europeo di Design, di Torino. Grazie a questo percorso formativo, nel 2005 sviluppa la passione per la “nuova” fotografia digitale.

Nel 2006 si trasferisce in Australia; vi rimane per un anno realizzando fotografie di paesaggio per agenzie turistiche. Al ritorno in Italia, trascorre tre anni in Sicilia lavorando come fotografo di scena. Da qui l’interesse sempre più marcato verso la figura umana e la scelta di studiare per un breve periodo in Giappone, patria della cultura che ha trasformato ogni singolo gesto in arte.
I suoi reportage spaziano dalle tradizioni alle culture contemporanee senza trascurare le sfumature, le contraddizioni e le diversità presenti nella società odierna. Valerio vuole catturare un mondo dietro le quinte e si definisce un osservatore che cerca di lasciare una traccia di memoria della gente e dei popoli.

Scelto da numerosi quotidiani e riviste internazionali, le sue fotografie sono state utilizzate anche per diversi cataloghi d’arte e spettacolo; numerose le mostre personali e collettive organizzate sia in Italia che all’estero.
Tra i premi vinti: il PX3 (Parigi, 2010 e 2012), il Black & White Spider (Beverly Hills, 2012).