Con una lettera ai vertici del Pd, oltre 500 tra amministratori locali, militanti e dirigenti del Partito democratico siciliano, che si riconoscono nelle posizioni di Pippo Civati, hanno annunciato di essere intenzionati a lasciare il Partito democratico.

“Non siamo più disposti a rimanere all’interno di un partito in cui non ci riconosciamo”, si legge nella lettera aperta. “Il Pd siciliano, più di quello nazionale, ha bisogno di un anno zero. Nel cambiare tutto affinché niente cambi siamo maestri da secoli. Le campagne acquisti spregiudicate che si susseguono dal congresso ad oggi non aiuteranno certo a trovare quell’identità riformista che servirebbe per rimuovere i macigni che opprimono la nostra Regione. E fin quando il quadro politico rimarrà questo la gente continuerà a disertare le urne nella convinzione che tanto chiunque andrà al Governo non sarà capace di risolvere i problemi reali della Sicilia”.

La lettera, firmata da Valentina Spata, è stata pubblicata sul Blog di Pippo Civati e continua “E ci teniamo a precisare con forza e determinazione che non siamo noi ad uscire dal Pd siciliano ma ci vediamo costretti ad andar via perché non vogliamo essere complici di questo disastro e di questo sistema per nulla democratico. Perché non ci sentiamo rappresentati e non ci riconosciamo in questa classe dirigente politica, quella del Pd, che in questi anni ha fatto del posizionamento, dello strategismo e del puro tatticismo, gli unici modi con cui misurare la propria azione politica. Non siamo più disposti a tollerare questo modo di agire. La nostra dignità vale più di ogni altro aspetto! Il nostro impegno continuerà, più di prima, per mettere in rete chi continua a lottare nel partito, chi non ne farà più parte e chi non ne ha mai fatto parte. Amici e compagni diversi tra loro ma con un sogno comune: costruire un’alternativa a sinistra che possa donare speranza alla nostra terra”.

Lascia una porta socchiusa lo stesso Civati “Non abbiamo cominciato noi – dice il leader della corrente – è una reazione a quello che sta succedendo da mesi nel Pd. Se in Sicilia escono i civatiani, è una risposta politica e non tattica. Il partito subisce metamorfosi a tutti i livelli. Non so se il diffuso malessere interessa Renzi, Crocetta e il segretario siciliano Fausto Raciti”.

“Non c’è la volontà di rompere il partito – conclude – La Sicilia è un laboratorio”.