Il dado è tratto! La rissa all’interno della maggioranza che sostiene il governo della Regione ormai è ad un passo dall’esplodere.  Non ricevendo alcuna risposta alla richiesta di rimpasto il segretario regionale del Pd Fausto Raciti annuncia l’ultimo passo. Il partito leva il sostegno al governatore e chi resta in giunta lo fa a tritolo personale.

Di fatto quella del segretario è una indicazione politica che mette uno spartiacque preciso fra il Pd ed il governo Crocetta. Una vicenda della quale sarebbe stato informato il partito a Roma ma che il premier Matteo Renzi si rifiuta di commentare sia pure nella sua veste di segretario nazionale Pd, ma non smentisce.

“Questa è una sede ed una visita istituzionale – dice Renzi a chi gli chiedeva del caos nel Pd siciliano e dei rapporti con Crocetta – le domande al segretario del Pd le facciamo in altri luoghi e circostanze”. Un modo per evitare il confronto diretto con l’argomento e per prendere tempo visto che qualche istante prima Crocetta aveva aspettato Renzi sui gradini della scuola per salutarlo con un doppio bacio a favore di telecamere.

Rinfrancato proprio da quel saluto arriva subito la stoccata in stile crocettiano al segretario del “E chi è Raciti?”. Crocetta, insomma, non riconosce il segretario del suo partito e lo scavalca platealmente. Una sfida aperta alla fine della quale ne resterà uno solo: se esiste ancora una dignità della politica.

Ma Raciti non intende mollare. Mercoledì incontrerà gli altri alleati e in quella sede potrebbe chiedere a tutti di ritirare i proprio assessori ed aprire formalmente la crisi di governo. Difficile prevedere se gli altri ci staranno davvero. Voci di corridoio parlano, però, di un incontro riservato fra i due contendenti ed il premier Matteo Renzi nella sua veste di segretario. incontro che sarebbe in corso e dal quale una soluzione o la spaccatura finale