“Ora basta! Il cinismo di queste ore ha raggiunto livelli di immoralità insopportabili. Faraone è stato il regista di questo ridicolo Governo bis che doveva rilanciare la Sicilia e che invece l’ha gettata nel pantano e nel caos”.

Lo scrive sul proprio profilo facebook il deputato regionale del Pd, Antonello Cracolici, presidente della commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana e primo cuperliano dell’Ars. Usa anche lui i social network per rispondere a Davide Faraone e lo fa con una violenza verbale inequivocabile.

“Non si possono fare – aggiunge – dichiarazioni roboanti sulle riforme, stabilire cronoprogrammi, poi far finta di tirarsi fuori e nello stesso tempo godere dei benefici della gestione di piccolo cabotaggio quotidiana di assessorati e gabinetti. Infischiandosene del fatto che questo rischia di diventare il governo più screditato degli ultimi anni, ma con l’unico obiettivo di lasciare cucinare Crocetta nel suo brodo a fuoco lento e nel frattempo delegittimare il Pd, i suoi organismi, le sue decisioni”.

“Solo Crocetta, preso dal suo furore ‘rivoluzionario’, non si accorge che quotidianamente gli stanno segando il ramo su cui è appollaiato -. continua Cracolici -, prima con la richiesta subdola di commissariamento, poi con la richiesta di riforme e cronoprogrammi improbabili che
hanno il solo valore di confermare la inadeguatezza di questa giunta. Di mattina si chiede l’azzeramento e di sera si opera perché non si tocchi nulla: Vergogna! C’è chi esercita il potere prescindendo dalla capacita’ di indicare un progetto di cambiamento vero, solido, fuori dalla nauseante retorica della pseudo legalità quale ombrello per ripararsi dalla inesistenza di una idea di cambiamento della Sicilia”.

Fa il verso ad un ex presidente della repubblica, il Presidente della Commissione affari Istitzuionali“Io non ci sto! Non ci può stare la mia storia, di chi non ha avuto paura di infilare le mani nella palude siciliana per spezzare i vecchi legami e i vecchi blocchi di potere – prosegue Cracolici -. Continuando così cresce ormai la convinzione diffusa dell’inevitabile fallimento, eppure secondo il vecchio adagio siciliano cè chi adotta il detto ‘chi schifiu… ramminni natra ‘nticchia’. Il governo in Sicilia è il più renziano d’Italia -. conclude Cracolici – (anche se molti sono divenuti renziani perché oggi comanda Renzi, prima erano lettiani, bersaniani, dalemiani, veltroniani, fioroniani, finocchiariani, orlandiani, persino violantiani, insomma disponibili a cambiare i propri riferimenti più di quanto cambiano i calzini). Non mi rassegno all’idea che serva una politica capace e all’altezza dei compiti di dimostrare che questa non e’ una terra a perdere. Crocetta o non Crocetta. Faraone o non Faraone”.