Il Presidente della Regione non vuol più sentirne parlare ed ha chiesto a tutti, adesso, di fare silenzio. Troppo vasta la eco mediatica, i botta e risposta, i veleni, che si sono diffusi dopo il flop del click day. Un fatto principalmente tecnico che ha fatto scattare, però, una lunga serie di attacchi di varia natura.

Insomma il flop è diventato ormai un “caso politico” che rischia di far cadere teste intoccabili fino a fine luglio ma anche di rompere equilibri interni alla giunta che non erano mai stati messi in discussione. Come mai accade tutto ciò?

Non sarà certamente la class action dei giovani siciliani indignati ad avere conseguenze sul piano politico. E’ chiaramente un diritto di chi si sente danneggiato ma altri diritti quesiti con i metodi più disparati, in passato, non hanno minimamente scalfito le posizioni di forza e gli equilibri di questo governo.

Ma guardiamo agli attori di questa vicenda, tutti vicini al Presidente della Regione, ed oggi parzialmente sconfessati dalla stesso Presidente. A passare da una posizione di grande forza alla inattesa debolezza è la numero due della burocrazia regionale: Annarosa Corsello. Numero due non perch esista una figura di “vice grande burocrate” ma nei fatti.

Vicina da sempre al segretario generale Patrizia Monterosso tanto da esserne considerata una vera e propria promanazione, nei quasi due anni di governo Crocetta ha retto i settori più difficili dell’amministrazione ovvero il Dipartimento della Formazione e quello del Lavoro. Il suo ruolo era considerato così importante che al valzer dei direttori generali lei restò in entrambi i posti. Lo stratagemma fu di invertire il Dipartimento affidatole ‘direttamente’ con quello ad interim (prima era direttore del lavoro e reggeva ad interim la Formazione, dopo la rotazione divenne direttore della Formazione dirigendo ad interim il lavoro: una mera formalità). La Corsello restò in sella anche quando Crocetta andò a Roma a trattare lo sbarco in Sicilia di una superdirigente proveniente dal Ministero e indicata come il nuovo “faro” del dipartimento lavoro.

Fu una battuta fra lei (la Corsello) ed il segretario Cisl Giorgio Tessitore riferita, nel marzo dello scorso anno, al presidente Crocetta a far scattare la denuncia per minacce poi sgonfiatasi come una bolla di sapone ma che fu il motivo ufficiale per congelare le relazioni sindacali per mesi.

Oggi la donna che con una semplice parola faceva scoppiare un caos (forse perfino involontariamente) ha già un piede fuori dalla porta. Il suo ultimo avviso è stato sconfessato dagli assessori Scilabra e Bruno con una nota estremamente pesante. Una nota che nessuno degli assessori di Crocetta avrebbe mai scritto senza il permesso di papà presidente.

Ma l’avviso dello “scandalo”, pubblicato lunedì, non nasce dal nulla. La Corsello ne aveva parlato proprio con il Presidente Crocetta e probabilmente è stato questo ad incoraggiarla ad andare avanti. Lei, dirigente generale, messa lì proprio da Crocetta e dalla Monterosso per “aiutare” la giovanissima assessore Scilabra ed oggi il giovane assessore Bruno (entrambi Pd) ha ritenuto di aver sufficientemente concordato politicamente la mossa ma Crocetta, che pur ammette di aver parlato con lei di quell’avviso, poi aggiunge che bisognava approfondire e che la Corsello avrebbe fatto bene a concordarla con gli assessori. Non bisogna dimenticare che la donna della legalità è stata perfino attaccata dalla stampa sulla scelta della società che ha gestito il Piano Giovani,  sui contratti di servizio milionari e sul lavoro della figlia. Tutti schizzi di fango che in passato hanno bloccato carriere e che adesso toccano proprio a lei. Vicende che quasi sempre non hanno attinenza o se ce l’hanno non rivestono profili penali ne etici ma colpiscono l’immaginario collettivo.

C’è poi il secondo siluro che colpisce un altro personaggio fino ad ieri intoccabile, per venire incontro al quale si era perfino preparata una apposita norma in finanziaria nei giorni scorsi: Antonio Ingroia. Altro intoccabile intorno al quale il Presidente Crocetta ha disegnato ruoli ad hoc pur di averlo con se.

Ingroia ha seguito l’indagine sul flop tecnico e la sua relazione ha fatto “cancellare” almeno gli 800 tirocini pre – assegnati il 5 agosto (in dubbio quelli del 14 luglio) ma le sue esternazioni finiscono anch’esse nel mirino di Crocetta. Sicilia e servizi non ha la struttura per gestire in house in portale per il Piano giovani, secondo il Presidente. Così anche per lui arriva la mezza sconfessione col Presidente che invita al silenzio tutti (il riferimento è anche a lui, uno dei più attivi “dichiaratori” che, fra l’altro, ha attaccato frontalmente proprio la Corsello). Per lui non c’è un siluramento in vista, ma una pubblica bacchettata sì.

Passiamo al livello politico. Nelli Scilabra, crocettiana della prima ora, l’assessore “giovane” per definizione è, forse, la vittima di questo bailamme. Affiancata da uomini e donne di Crocetta da sempre, si è vista per prima “scaricare” dalla Corsello. Prima ancora dell’avviso pubblico che ha portato, poi, alla pubblica sfiducia, era stata la dirigente, nel pieno delle polemiche, a sottolineare come l’assessore fosse presente all’incontro nel quale si diede mandato a Italia Lavoro e si stabilirono procedure e contratti. Una precisazione che sanciva già allora la rottura.

Che i rapporti fra la dirigente e l’assessore non fossero più quelli del 2012 e del 2013 lo si diceva. La voce correva già da qualche settimana. Oggi le opposizioni attaccano proprio lei, la Scilabra, con una mozione di sfiducia che la indica come la responsabile “politica” di questo marasma. Ma lei ha rafforzato, in questi quasi due anni, la sua posizione. Non è più soltanto la “giovane” assessore di Crocetta. Esponente del Pd sembra si sia avvicinata anche a uomini (e soprattutto donne) di Confindustria. Dunque un bersaglio per le opposizioni ma una presenza sempre più solida fra i 12 della giunta.

Infine Giuseppe Bruno, altro assessore pd, tirato in mezzo in questa vicenda (lui col Piano Giovani non c’entra nulla) dal nuovo avviso della Corsello che mette insieme Piano Giovani e Garanzia Giovani e lo pubblica sul Dipartimento Lavoro che dipende proprio da Bruno. In queste ore si è spinto un poco oltre parlando chiaramente di “fiducia interrotta” con la dirigente generale.

Quanto peseranno queste vicende alla riapertura dell’agone politico di settembre? Il Pd vuole cambiare un paio di assessori. Dopo lo scontro silenzioso sulle nomine dei sovrintendenti dei Beni Culturali  che aveva fatto pensare che, sotto traccia, a saltare per far spazio fosse Mariarita Sgarlata (passata al territorio ma la cui scelte ai beni Culturali sono state sconfessate da Giusy Furnari che ha preso il suo posto), il partito prenderà la palla al balzo e userà questo “pasticcio” per rimescolare le carte?

Difficile a dirsi anche perché con Crocetta non esiste nulla di scontato. intanto del Piano Giovani si tornerà a parlare la prossima settimana con una conferenza di servizi. E la politica può attendere