“La magistratura rischia di diventare un braccio del potere esecutivo di turno, di qualsiasi colore”. Attacco duro e frontale del sostituto procuratore di Palermo Antonino Di Matteo al governo guidato da Matteo Renzi, ospite stamattina della trasmissione di Raitre Agorà.

“Da questo escutivo sono arrivati due segnali assolutamente negativi – spiega Di Matteo. – La contrazione per decreto legge delle ferie dei magistrati, come se fosse un atto urgente e necessario con tutti i problemi che ha la giustizia, con quasi l’indicazione di magistrati che lavorano poco, non è un bel segnale. E poi la responsabilità civile dei magistrati. Ampliando in modo troppo generico il concetto, infatti, si rischia di creare una magistratura sempre più attenta a non esporsi, a non disturbare il potente, a non fare indagini laddove toccano interessi economici forti. Questa non è la magistratura che serve il Paese”.

E proposito delle politiche mese in atto dal Governo per contrastare la corruzione il sostituto procuratore di Palermo ha detto: “Gli organismi di vigilanza sono senz’altro utili ma, a fronte di oltre 60 mila detenuti, solo poche decine stanno scontando una pena per reati contro la Pubblica Amministrazione. Questo significa o che la corruzione non esiste, e non mi pare sia così, o che in Italia c’è una sostanziale impunità per i corrotti”.