Per anni lo hanno chiamato mister 61 a zero, i tempi non sono certamente più quelli ma Gianfranco Miccichè dimostra di essere un’araba fenice anche in tempi in cui parlare di arabi non è molto salutare.

Come l’uccello di mistica memoria Miccichè risorge sempre dalle sue ceneri, anche quando era dato ormai per scomparso e i giornali avevano perfino cancellato le sue foto dagli archivi per fare spazio.

Come tante altre volte, anche oggi Miccichè torna in campo e lo fa con una indicazione precisa del cavaliere. Silurato (con tanti ringraziamenti e chiamandolo a se ma senza un ruolo ben definito) il senatore Gibiino che da coordinatore regionale non si è fatto molto ben volere ed ha seminato più dissenso che avvicinato posizioni, Berlusconi in persona mette la Sicilia in mano a Miccichè.

Le regioni commissariate sono quattro ma la scelta siciliana è quella che fa più discutere. Sia per il ritorno di un uomo che si è più volte allontanato e altrettante riavvicinato a Forza Italia, sia per la tempistica scelta.

L’annuncio piove, infatti, come un fulmine a ciel sereno sulla grande convention di Palermo dove l’europarlamentare ed ex sottosegretario alla Difesa, il palermitano Salvatore Cicu, ha convocato tutti i leader delle formazioni, movimenti, partiti che gravitano proprio intorno al centrodestra per riavviare i motori. Forza Italia rivendica il ruolo di guida che è sbiadito e un po’ spento e lo fa mettendo in campo le ‘truppe cammellate’. Non è un caso se a fianco di Cicu c’è, sin dai tempi della campagna elettorale proprio per le europee, quel Pippo Fallica che per anni è stato l’ombra di Miccichè.

 Perchè Berlusconi torna a scegliere Micciché per la Sicilia dopo aver quasi diseredato pubblicamente il figliol oggi per la terza volta prodigo? Semplicemente per contrastare Alfano e Schifani che in realtà non sembrano lanciatissimi elettoralmente? E poi questa lettura non sembra verosimile dato che i segnali che arrivano sembrano andare verso un tentativo di riavvicinamento proprio con Alfano e perfino con l’Udc: insomma con l’intera Area Popolare. O sol perché memore dei tempi del 61 a zero che tornare proprio non possono?

Le ‘male lingue’ italiche danno un’altra interpretazione. Miccichè potrebbe essere tornato ‘al padre’  sol per ottenere quel posto e mettere in atto la sua piccola ‘vendetta politica’. Un messaggio trasversale anche a Salvatore Cicu che viene indicato da più fonti interne a Forza Italia come uomo molto stimato proprio da Berlusconi. Quelle stesse ‘male lingue’ leggono un messaggio chiaro a Cicu, una sorta di invito proprio ad allontanarsi da Fallica per intraprendere la strada che lo può portare a coordinatore regionale.

Niente di più falso, avrebbe detto Cicu chiacchierando con i suoi a margine della convention in corso. Tanto più che l’europarlamentare punterebbe ben più in alto del semplice coordinamento siciliano, e dunque tutte le deduzioni delle ‘male lingue’ sarebbero basate su un presupposto errato. Clima sereno e grande soddisfazione dal grande Hotel di Mondello dove si svolge l’incontro.

Tanti auguri di buon lavoro a Miccichè, dunque, per ricostruire il Centrodestra che ha bisogno di recuperare almeno la doppia cifra nei punteggi elettorali. Oggi l’incontro di Mondello entra nel vivo, dunque, in un clima che resta assolutamente sereno.

Intorno al tavolo centrale della giornata di oggi Salvo Pogliese, Angelo Attaguile, Nello Musumeci, Roberto Lagalla, Gaetano Armao, Giusi Savarino. In pratica tutti i nomi che sono stati fatti, almeno una volta, come possibile candidato d’area a presidente della Regione per il dopo Crocetta.

Ma nessuno vuole parlare di candidature o di scelta per la presidenza. Al centro del dibattito si vuole, invece, mettere altro: le cose da fare per la Sicilia. Come le infrastrutture, tema che sarà affrontato dalle categorie produttive rappresentate da Alessandro Albanese di Confindustria, Alessandro Chiarelli di Coldiretti, Ettore Pottino di Confagricoltura, Filippo Ribisi di Confartigianato, Patrizia Di Dio di Confcommercio, Tommaso Dragotto già candidato sindaco a Palermo e presidente di Sicily bycar, Riccardo Savona della Commissione Bilancio Ars e Vincenzo Falgares, un tecnico, dirigente generale del Dipartimento Programmazione della Regione.

A chiudere sarà proprio Silvio Berlusconi che darà la sua benedizione al progetto di ripartenza. O almeno così era previsto che fosse. Il suo intervento, adesso, sarà forse perfino più atteso alla luce di tutti questi, si dice. Una attesa che porterà gli interessati a star attenti ad ogni inflessione di un intervento che forse potrebbe perfino saltare.

Si scaldano i motori, dunque, in vista di una tornata elettorale che sembra sempre più vicina e che comunque non potrà tardare, nella peggiore delle ipotesi, più di due anni.