Ma che cosa vuole fare il Pd? Forse non lo sanno neanche loro. Passata la bufera Espresso ed archiviata (forse frettolosamente visto che intorno si sta sollevando un polverone poco mediatico e molto politico-giudiziario) la vicenda come bufala, il campo non si sgombera dalla tentazione voto anticipato che continua ad esistere in tutte le dichiarazioni, siano esse di pace come di guerra.

“Siamo qui per ascoltare – ha detto il vice segretario nazionale Lorenzo Guerini ieri sera a Palermo -. Credo sia giusto che la segreteria nazionale parli con il partito e con le sue articolazioni territoriali con l’obiettivo di fare le scelte migliori, con la consapevolezza che siamo chiamati a governare questa Regione e dobbiamo farlo con capacità, determinazione e con forza. Come ha detto Renzi, se siamo in grado di farlo bene, altrimenti ne prenderemo atto. Sono qui soprattutto per confrontarci”.

Guerini è giunto a Palermo per partecipare a una riunione della segreteria regionale del Partito, allargata al gruppo parlamentare all’Ars e ai segretari provinciali sulla situazione politica ma anche con il compito di rimettere a posto le cose all’interno del partito alla vigilia dell’assemblea in programma lunedì e dopo le polemiche sulla convocazione lanciate dal Presidente uscente Marco Zambuto contro il segretario regionale Fausto Raciti,

Le dichiarazioni dei democratici sembrano frasi che escono da un disco rotto: “governare o meglio il voto”. Dichiarazioni che suonano anomale nel giorno in cui, dopo tre anni, si è finalmente varata la prima riforma dell’era Crocetta. Azzoppata, pasticciata, dopo tre tentativi d’aula e due anni e mezzo di commissariamenti, ma pur sempre la prima riforma.E ieri il Presidente Crocetta, approfittando proprio di questo, aveva lanciato l’ennesima rispsta a distanza a Matteo Renzi ed al Pd (leggila qui).

Il più critico resta Davide Faraone secondo il quale “la situazione è pesante.  Non convince chi sdrammatizza e chi pensa che tutto è tranquillo e si vada avanti in modo sereno. Credo ci sia una situazione che va affrontata con determinazione se si è nelle condizioni di andare avanti e governare bene, altrimenti è meglio andare a votare. E questa è una consapevolezza che abbiamo da Roma alla Siclia: l’ha detto Renzi lo ribadiamo oggi qui”.

Nulla di nuovo sotto il sole, dunque, l’ennesima decisione di non decidere, ancora un “governiamo o votiamo” perché resta difficile disarcionare Crocetta che vive nel suo mondo incantato convinto di aver fatto tutto bene e perché le elezioni fanno paura alla maggioranza dei cdemocratici

Ad essere convinto che la crisi non c’è è il capogruppo Antonello Cracolici, forse il più accorto nel sommergere la strategia per il voto anticipato (insieme al segretario Raciti), cosa, però, che i suoi compagni di partito on gli permettono “Sulla vicenda del governo regionale abbiamo detto che la crisi che si è aperta con la storia della intercettazione si è chiusa perchè si è rilevata una grande bufala. E come tale le bufale non possono essere oggetto di valutazione politica. Semmai c’è da capire perché la bufala è stata costruita”.

Ed è qui che nasce l’interrogativo. Se di bufala si tratta, come è nata? E non si può lasciare questo interogativo solo all’indagine penale ed a quelle interne alla magistratura che dovrannos covare i protagonisti dello scontro di potere interno alla magistratura.

La politica deve interrogarsi su altro “Ci sono dei problemi politici ai quali in alcuni casi abbiamo provato a offrire una soluzione – sostiene Cracolici –  con la vicenda della crisi aperta da Lucia Borsellino indicando il nostro capogruppo assessore alla Sanità. Siamo ancora in quella fase, adesso si tratterà di vedere se le cose che vorremmo fare saranno percepite utili ai siciliani. Perché si andrà avanti se serve, non si farà accanimento terapeutico”.

Dunque le dimissioni della Borsellino sono state una occasione per conquistare la sanità e non è questo il momento di mollare la presa.