E’ solo Alessandro Baccei, l’assessore per l’economia della Regione siciliana mandato da Roma a ‘sistemare’ i conti della Regione. E’ solo in sala stampa all’Ars nel presentare il bilancio di previsione 2015, una bozza tutta da verificare, ed il ddl di esercizio provvisorio che oggi, finalmente, arriva all’analisi delle Commissioni parlamentari dopo essere stato approvato, ieri sera, dalla giunta al quarto tentativo.

Un uomo che ha preso coscienza della situazione e comincia mostrando il volto umano e scusandosi. “Devo delle scuse a tutti – dice l’assessore venuto dal freddo -. Devo scusarmi con le tante persone che non sono riuscito ad ascoltare. da me sono venute persone in grandi difficoltà. pensionati che non ricevono la loro pensione da un anno, lavoratori che non ricevono stipendi da 10 mesi. Situazioni di grande complessità”.

“Devo poi scusarmi con voi giornalisti per non avervi più parlato e questo ha fatto sì che si diffondessero voci incontrollate ma abbiamo lavorato giorno e notte sfruttando ogni istante a nostra disposizione. devo scusarmi, poi, col Parlamento, con i deputati, con la Commissione”.

Ma dopo le scuse torna il Baccei conosciuto subito dopo l’insediamento, quello pragmatico e che non intende far passi indietro “Non vi dirò quanto è grande il buco di bilancio. naturalmente ho la mia cifra ma non ve la comunicherò. D’altronde ormai è lo sport regionale tirare a indovinare la cifra del buco di bilancio. certamente manca un miliardo nelle entrate ed l buco è consistente. uscire da questa situazione sarà un lavoro lungo e complesso”.

Baccei torna agli slogan iniziali del suo mandato. “Abbiamo parlato di tre parole chiave: serietà, responsabilità, trasparenza e su queste ci siamo mossi. Abbiamo rispettato il patto di stabilità. Forse siamo stati aiutati dal fatto che non c’è un euro in cassa e dunque non abbiamo potuto fare pagamenti. ma il rispetto ci evita sanzioni che aggraverebbero la situazione”.

“Abbiamo varato il mutuo per il ripiano della sanità che andrà adesso in aula. Non si tratta del fatto che la sanità non sia in equilibrio, anzi c’è un piccolo avanzo di gestione. l debito sorge da tutti gli altri settori dell’amministrazione che bisogna coprire”.

Si procederà per riforme, conferma Baccei ma al posto della parola riforma leggasi tagli. “Si partirà da ambiente, forestali, infrastrutture, attività produttive. la paura che si avverte nel territorio è che si rischi di incidere in negativo sulle politiche di sviluppo del territorio. Io sono convinto che razionalizzando, invece, miglioreremo”.

Una riforma che Baccei annuncia e che non era prevista è la centrale unica degli acquisti “Pensiamo ad una simile soluzione per otenere risparmio e razionalizzazione”

“Ci aspettano – conclude- 4 mesi molto difficili. Stiamo spostando i 4 mesi il problema e dovremo usare questo tempo per cercare soluzioni, ottenere da Roma gli 800 milioni di premialità sulla sanità e così via. Dobbiamo garantire i livelli occupazionali e per questo abbiamo fatto scelte discutibili azzerando i fondi di riserva e gli accantonamenti per i residui attivi. Scelte che se fossi un revisore dei conti non so se autorizzerei”.

Sulle partecipate Baccei è criptico ma appare possibile che si vada verso una chiusura in blocco “Seguiremo le indicazioni contenute nel dossier della Corte dei Conti. Cercheremo soluzioni per salvare io livelli occupazionali ma non salveremo le società. per precari, forestali e regionali cercheremo di avviare una corposa politica di prepensionamento o non ce la faremo con le risorse”

Scelte difficili possibili solo perchè nel frattempo è stato cassato il controllo del Commissario dello stato. tutto, adsso, passa dalla trattativa col governo centrale. la Sicilia pende dalle labbra di Roma